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«L’auto di suo marito è stata usata per una rapina, consegni tutto l’oro». Ma è una truffa e la vittima non ci casca. Arrestato un 66enne

«L’auto di suo marito è stata usata per una rapina, consegni tutto l’oro». Ma è una truffa e la vittima non ci casca. Arrestato un 66enne

Reggio Emilia: la donna riceve due chiamate contemporanee sul fisso e sul cellulare, ma in casa capiscono subito il raggiro. E il finto pericolo del tribunale finisce in manette

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Reggio Emilia Si è finto un maresciallo dei carabinieri e ha cercato di convincere una donna a consegnare oro e gioielli sostenendo che l’auto del marito fosse stata usata per una rapina. Ma la vittima, una 60enne reggiana, ha capito che qualcosa non tornava e ha avvisato la Polizia di Stato. Gli agenti della Squadra Mobile sono così intervenuti in piazza Stranieri sorprendendo e arrestando un 66enne accusato di tentata truffa aggravata e sostituzione di persona.

Cosa è successo

Tutto è accaduto lunedì 18 maggio in una abitazione in piazza Stranieri. La vittima, una 60enne italiana, ha allertato la Polizia di Stato dopo aver ricevuto una telefonata al numero fisso di casa

e raccontando di essere ancora in linea, con un soggetto che si era presentato come il Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri di via Adua. Il finto carabiniere avvertiva la donna che la macchina del marito era stata utilizzata per compiere una rapina all’interno di una non meglio precisata gioielleria di Modena e che, da lì a breve, si sarebbe presentato presso la sua abitazione un presunto “perito del

Tribunale” al fine di raccogliere tutto l’oro e i gioielli in possesso della vittima al fine di poter accertare se fossero provento della fantomatica rapina consumata nel Modenese. Al fine di non permettere alla donna di chiamare le forze di polizia, inoltre, la stessa riceveva un’altra telefonata al proprio telefono cellulare da parte di un altro complice che si presentava come il “Comandante dell’Arma dei Carabinieri di via Adua”, il quale ripeteva alla 60enne di consegnare tutto l’oro a sua disposizione al perito del Tribunale che stava per arrivare a casa sua.


La svolta

La vittima si è presto resa conto del possibile tentativo di truffa in atto e, approfittando della presenza della figlia in casa, le ha fatto contattare immediatamente la Polizia di Stato mentre, con grande lucidità, manteneva le due conversazioni telefoniche con i finti appartenenti all’Arma dei Carabinieri. Qualche minuto più tardi, così come preannunciato, si presentava presso l’abitazione in piazza Stranieri un uomo, che si qualificava come un perito del tribunale, il quale si faceva consegnare una busta dove la vittima riferiva di aver inserito tutti i gioielli e l’oro in possesso anche se, in realtà, erano presenti solo scatoline portavalori con all’interno della semplice carta. Subito dopo aver effettuato la consegna della busta, il finto perito lasciava l’abitazione ma, proprio in quel momento, facevano ingresso i poliziotti della Squadra Mobile di Reggio Emilia, che avevano seguito tutta la vicenda in diretta tramite una conversazione telefonica con la figlia della vittima, che immediatamente provvedevano a bloccare il soggetto. Si trattava di un 66enne italiano di origini napoletane, con precedenti sempre per tali tipologie di reato, che a seguito di una perquisizione personale sul posto veniva trovato in possesso sia del sacchetto con le scatoline portavalori appena consegnatagli dalla vittima che due telefoni cellulari con cui, con uno dei due, stava intrattenendo una conversazione

telefonica al momento dell’intervento degli agenti.


L’uomo è stato tratto in arresto in flagranza di reato per tentata truffa aggravata e sostituzione di persona in concorso con altri soggetti per la cui identificazione sono ancora in corso ulteriori indagini.

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