Una Hotels - Olimpia Milano, ora Reggio si gioca tutto: i nodi da sciogliere tra attacco, rimbalzi e difesa
Basket Play Off. Giovedì sera appuntamento al Bigi con Gara 3. Dopo due sconfitte bisogna reagire
Reggio Emilia Ridurre il divario e trovare il modo di mettere punti a referto quando gli schemi base non girano. È chiamata a re-inventarsi o quanto meno a ri-organizzarsi in tempi brevissimi, la Una Hotels che giovedì sera affronterà Milano sul proprio campo nel terzo match del quarto di finale playoff. Al momento il tabellino recita 2-0 per l’Olimpia, dopo i due successi al Forum della formazione di Beppe Poeta. In gara 2, Reggio ha mostrato orgoglio ed energia ed è rimasta a contatto sino al 38’, prima di chinare il capo di fronte alle giocate individuali di Brooks, Shields e Guduric. In casa, con un palazzetto pieno e la voglia di lottare per la sopravvivenza, la Una Hotels ha la possibilità di tenere viva la serie, sistemando alcuni aspetti. Il principale è lo sviluppo dell’attacco. Lunedì i biancorossi sono rimasti a contatto grazie alla discreta mira al tiro da fuori di Woldetensae e Rossato, bravi a martellare e a ricucire. Ma sino ad ora la principale fonte di creatività biancorossa, ovvero le soluzioni dal palleggi delle guardie Caupain e Barford, è stata quasi prosciugata. Merito della fisicità e dell’enorme stazza di Milano, con i suoi esterni attorno ai 2 metri a troneggiare. Reggio parte spesso da un gioco a due appena fuori dall’area, con il blocco di un lungo piazzato per creare spazio al palleggiatore. In tanti momenti la difesa milanese è stata precisissima sfruttando la presenza in area di uno dei migliori stoppatori d’Europa, il centro Nebo. I piccoli tolgono spazio per il tiro da tre, la presenza di Nebo costringe le guardie reggiane a girare al largo dal pitturato e ai reggiani rimangono solo gli spazi intermedi, comunque presidiati, in cui giocarsi delle soluzioni non facili. I patimenti di Caupain e Barford a livello di percentuali confermano l’efficacia della macchina difensiva di Poeta, l’unica reale alternativa è stata fornita dalle ricezioni di Echenique spalle a canestro e dai tiri da fuori, non sempre facili, realizzati dalle guardie. In grande difficoltà è invece Williams. Inevitabilmente: Nebo e Diop sono più alti e massicci e hanno la stessa rapidità di piedi, con loro fatica sia a usare l’agilità sia la forza.
L’assenza di Brown, agilissimo nel battere l’uomo dal palleggio, qui si sente come non mai, così come le precarie condizioni di salute di Thor. Trovare un’alternativa che garantisca punti con costanza diventa cruciale. Provare ad accelerare il ritmo è una soluzione, ma nel farlo si rischia di lasciare praterie pericolose a una Milano decisamente più attrezzata alla bisogna. Il fattore campo potrà aiutare, anche a livello di fischi, gli assalti di Caupain e Barford, ma senza un po’ di fluidità si fa dura. L’altro tema è quello dei rimbalzi. Reggio ha perso il duello in entrambe le gare e contro una formazione con i centimetri e i muscoli di Milano, non è certo un delitto. Ma lasciare troppe seconde opportunità a una squadra così esperta è spesso fatale, e toglie anche qualche preziosa opportunità per correre. Dopo essere stato fatto a fette da Shields in gara 1, Priftis ha preparato una zona adattata, con il centro sempre vicino all’area, che a lungo ha messo in difficoltà l’Olimpia sul gioco a due centrale di inizio azione. La zona, per sua natura, lascia però buchi a rimbalzo, capitalizzati dai veterani avversari. Il sacrificio dei biancorossi, sempre pronti a aiutare con grinta e a rincorrere la posizione, ha tolto ritmo all’EA7 Emporio Armani, oltretutto molto imprecisa da fuori. E lì si sono visti quelli buoni. L’unico ad avere sempre buone letture è stato il maestro slavo Guduric, chirurgico nel punire ogni disattenzione con cesti e assist, nel finale Brooks e Shields hanno semplicemente fatto dei canestri molto difficili, sfruttando tecnica ed elevazione. La Una Hotels ha difeso bene, loro sono stati più bravi. Tornare al medesimo punto e puntare su qualche errore umano, sarebbe già una vittoria. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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