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Pallacanestro Reggiana mercato, Barford spinge per il rinnovo: «Reggio è la mia seconda casa, vorrei rimanere qui»

Elia Medioli
Pallacanestro Reggiana mercato, Barford spinge per il rinnovo: «Reggio è la mia seconda casa, vorrei rimanere qui»

La guardia statunitense traccia un bilancio della stagione appena conclusa

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Reggio Emilia «È stata una bella stagione, piena di alti e bassi, ma in cui abbiamo saputo compattarci come squadra e che alla fine ci ha dato grandi soddisfazioni». Jaylen Barford, guardia biancorossa che, al termine del suo secondo anno in maglia biancorossa, traccia una linea della sua stagione. Una stagione positiva in cui lo statunitense ha saputo aiutare la squadra a raggiungere il sesto posto in classifica al termine della regular season. Da titolare nella prima metà, e da sesto uomo per quasi tutto il girone di ritorno, l’esterno americano ha messo all’attivo 15 punti a gara, secondo miglior realizzatore reggiano, in crescita nella statistica personale rispetto ai 12.6 punti segnati alla prima annata reggiana.

La stagione era iniziata nel peggiore dei modi ma avete saputo risollevarvi. Come ci siete riusciti?

«Non abbiamo mai smesso di crederci. Non abbiamo mai mollato e abbiamo continuato a credere sia in noi stessi che nelle indicazioni e nel lavoro dello staff. E, col tempo, abbiamo trovato il nostro ritmo».

Un’eccellente seconda metà di campionato, arrivata grazie a cambiamenti tecnici e aggiunte al roster.

«Il coach Priftis ci ha aiutato tanto a migliorare, abbiamo fatto cambiamenti nella seconda metà del campionato e abbiamo impostato un gioco più veloce, siamo rimasti concentrati sul nostro compito e abbiamo giocato in maniera sempre più concreta. I ragazzi che sono arrivati a stagione in corso sono stati estremamente professionali e ci hanno dato una grandissima mano».

E dal punto di vista personale, è soddisfatto della sua performance?

«Sono contento della mia stagione, ho avuto tante responsabilità dal punto di vista realizzativo, oltre ai compiti difensivi: quest’anno ho dovuto rimboccarmi le maniche ancor di più degli scorsi anni».

Ad un certo punto della stagione, con l’arrivo di Brown, il suo ruolo all’interno della squadra è cambiato. Che sensazioni ha avuto a giocare da sesto uomo?

«È stato interessante, era la prima volta nella mia carriera che mi veniva chiesto di uscire dalla panchina, ma credo di essermici abituato bene. Non è stato un problema per me, perché cerco sempre di fare quello che serve di più per la squadra. Ho avuto la fortuna di avere Jamar (Smith, ndr) al mio fianco, che conosceva bene il ruolo e mi ha aiutato a capire come adattarmi alle richieste dello staff».

Nonostante l’ottima seconda metà di campionato, avete avuto la sfortuna di incontrare Milano al primo turno dei playoff.

«Milano è una squadra eccellente, con una panchina molto più profonda della nostra, e penso che questo sia stato uno dei fattori maggiori nella serie. Ma verso la fine del campionato avevamo capito che con tutta probabilità avremmo dovuto affrontarli ai playoff, e molto onestamente abbiamo sempre creduto di poterli battere».

Rimane qualche rammarico per un finale di stagione che non ha saputo coronare una "cavalcata" di undici vittorie nelle ultime 14 partite?

«Sicuramente resta un po’ di dispiacere, ma nessun rammarico. Abbiamo fatto il nostro dovere e ce la siamo sempre giocata: penso che in tutte le partite e soprattutto in Gara 3 abbiamo saputo impensierirli per quasi tutti i 40’ delle varie partite, e alla fine loro sono riusciti a uscirne con delle grandi giocate individuali. Visto che ci hanno eliminato, spero che saranno loro a vincere il campionato».

Com’è stato il suo secondo anno a Reggio?

«Adoro Reggio, è diventata la mia seconda casa. E Reggio mi vuole bene, quindi sono contento qui».

Le voci sul suo rinnovo si fanno sempre più insistenti.

«Vedremo come andrà (ride, ndr). Per il momento non vedo l’ora di tornare a casa e riposarmi quest’estate. Devo riconnettermi con la mia famiglia e con la mia anima americana. Sicuramente non escludo di tornare a Reggio il prossimo anno».l© RIPRODUZIONE RISERVATA

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