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La ricetta di Mussi, Foschi e Rossi: «Mentalità vincente e attacco prolifico Reggiana, così si ritorna in Serie B»

Wainer Magnani
La ricetta di Mussi, Foschi e Rossi: «Mentalità vincente e attacco prolifico Reggiana, così si ritorna in Serie B»

Per i tre «servono giocatori esperti del campionato e che lo hanno già vinto e una squadra che ha nel reparto offensivo la propria forza»

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Reggio Emilia Qual è il segreto per vincere il campionato di serie C? Lo abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti che conoscono bene la realtà granata: il direttore sportivo Andrea Mussi, il tecnico Luciano Foschi e il centrocampista Fausto Rossi. La sintesi del loro pensiero è estremamente semplice: «Servono giocatori esperti del campionato e che lo hanno già vinto e una squadra che ha nel reparto offensivo la propria forza».

Il direttore sportivo Andrea Mussi, oggi alla Sambenedettese, è convinto che per allestire una Reggiana vincente occorre creare una colonna portante della squadra con giocatori di qualità e affidarsi ad atleti che hanno la giusta mentalità per conquistare la serie B. Il suggerimento è quindi quello di rivolgersi a degli elementi che sono casomai in uscita da Arezzo, Vicenza e Benevento perché sanno come si vincono i campionati. Un indizio che potrebbe portare al portiere Giacomo Venturi dell'Arezzo oppure al centrocampista Michele Cavion del Vicenza e Cristian Kouan del Benevento. Tre giocatori che sono in uscita dalle rispettive squadre e che la Reggiana ha già trattato quando Cavion era alla corte della Carrarese e Kouan al Cosenza. Venturi è un ex granata amato dai tifosi e che ha nel suo palmares tre promozioni in serie B. Non a caso su di lui c'è la pressione del Ravenna. Il mister Luciano Foschi, ex Renate, la pensa allo stesso modo: «Ogni categoria ha i suoi giocatori vincenti. Sbaglia chi pensa che in serie C si giochi un calcio di basso livello, perché non è così. Servono giocatori di valore, che conoscano la categoria ma soprattutto con la mentalità vincente». Il che non significa che questa mentalità non appartenga agli attuali giocatori sotto contratto con la Reggiana: Paolo Rozzio, ad esempio, ha già vinto due campionati con la maglia granata e per tutti gli addetti ai lavori è un valore aggiunto.

C'è poi un aspetto che viene messo in evidenza dai numeri. Non è un caso se nel girone B sono state promosse l'Arezzo e l'Ascoli che vantano i due migliori attacchi del girone. L'Arezzo ha segnato 64 gol e ha messo a referto tre bomber Emiliano Pittarello 13 gol, l'ex granata Pietro Cianci 12 gol e Camillo Tavarnelli 10 reti. L'Ascoli, secondo in campionato e che ha vinto i play off, ha uno score di 63 gol con Simone D'Uffizi capo cannoniere con 13 reti seguito da Gabriele Gori con 12 reti. Le rivali, a prescindere dai punti in classifica, hanno avuto numeri di gran lunga inferiori.

«La Reggiana dovrà fare uno sforzo in questa direzione – ha rimarcato il tecnico Luciano Foschi – per allestire un parco attaccanti in grado di garantire un importante bottino di gol». Il nodo da sciogliere è quanti gol possono garantire Novakovich, Natan Girma e soprattutto Manolo Portanova dato che Maggio non è andato oltre i 7 gol in tutto con la con la maglia del Crotone. Andrea Mussi ne sa qualcosa dato che da giocatore della Reggiana è stato uno degli ultimi bomber ad andare in doppia cifra. L'altro dato statistico che fa la differenza è l'organizzazione difensiva. Non a caso l'Arezzo ha subito solo 24 gol, uno solo in più dell'Ascoli: «Come sempre – puntualizza Foschi – nel calcio italiano i campionati sono vinti dalle squadre che hanno la miglior difesa. Difendere bene non è sufficiente». L'ex granata Fausto Rossi, invece, sottolinea un altro aspetto caro anche ai tifosi, il senso di appartenenza: «Se fossi nella Reggiana mi affiderei a giocatori e dirigenti che sanno cosa significa indossare la maglia granata. Spetterà allo zoccolo duro della squadra indicare la strada da seguire, com'è stato per me e come io ho fatto a mia volta. Un passaggio del testimone determinante per poter vincere un campionato. Nello spogliatoio servono uomini veri e non solo validi professionisti».

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