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Allenatore squalificato per un’intervista: sotto accusa le parole sulla terna arbitrale

Nicolò Valli
Allenatore squalificato per un’intervista: sotto accusa le parole sulla terna arbitrale

Torneo della Montagna, sanzionato Filippo Canovi allenatore del Villa Minozzo. Munarini (Csi): «E’ ora di finirla di esprimere certe parole»

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Reggio Emilia «In 33 anni che faccio calcio questa è la terna arbitrale peggiore che abbia mai avuto. Sono presuntuosi e vogliono fare i protagonisti». Le parole sono di Filippo Canovi, allenatore del Villa Minozzo, al termine del turno infrasettimanale del Torneo della Montagna giocato la scorsa settimana, e gli sono valse una squalifica sino al 7 luglio “per dichiarazioni irriguardose nei confronti della terna arbitrale a mezzo stampa”. Un caso più unico che raro, almeno nel mondo del Montagna, e che sta facendo discutere gli addetti ai lavori. Il suo Villa aveva appena perso di misura a Leguigno ed il mister, al Resto del Carlino, si era sfogato. Un metro durante la partita tenuto dal direttore di gara Stefano Morini che non gli è andato a genio, anche in relazione di una rete annullata nel finale per un dubbio fuorigioco. Il giovane allenatore ha anche alluso al fatto che il Parrocchiale di Leguigno, dove si è disputata la partita, sia troppo piccolo come misure. Fatto sta che su quelle parole il Centro Sportivo Italiano ha indagato e martedì sera, nel comunicato del Giudice Sportivo, ha espresso la propria decisione. Canovi dovrà quindi saltare le ultime due partite del girone di qualificazione di questo Torneo della Montagna.

In queste ore il provvedimento sta facendo molto discutere e parlare, anche perché non è certamente la prima volta che un tecnico mette in discussione con parole poco eleganti l’operato di un allenatore. Farlo a mezzo stampa, però, vale la diffamazione aggravata (articolo 595 del Codice Penale) e costituisce un illecito sportivo. Il Villa Minozzo ha già preannunciato ricorso, mentre Alessandro Munarini, presidente del Csi reggiano, motiva le decisioni dell’Ente: «C’è ovviamente un discorso di regolamento ed è il Titolo VII dello Statuto Csi per la parte “Giustizia sportiva e associativa”, nella parte in cui si dice che i tesserati ripudiano ogni forma di violenza verbale. C’è però anche altro. Noi abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto con la stampa ed è per questo che ci fidiamo di quello che è stato riportato fedelmente sul quotidiano. Se quelle parole fossero state dette da un allenatore professionista, a quest’ora sarebbe già stato deferito con 6 mesi di squalifica». Munarini intende difendere a spada tratta la categoria: «Il direttore di gara ci è rimasto male ma è ora di finirla di esprimere certe parole. Noi organizziamo tutto l’anno il Torneo della Montagna, poi arriviamo alle partite e non può essere che per un fallo non fischiato o un rigore non concesso ci siano questi toni. Per due mesi siamo al centro dell’attenzione e il messaggio che passa all’esterno non può essere questo. Abbiamo preso questo caso anche come esempio, perché vogliamo abbassare i toni». Per il presidente del Csi, dunque, questo episodio «è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso». Secondo i bene informati, il tecnico del Villa Minozzo sarebbe pronto a rivolgere le proprie scuse alla terna arbitrale; in ogni caso, tutti gli allenatori del Torneo della Montagna sono avvisati: basta offese gratuite, parola di Munarini, «guardare subito avanti alle prossime partite».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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