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Perché le telecronache di Lele Adani sono il vero tormentone del Mondiale in Italia

Nicolò Valli
Perché le telecronache di Lele Adani sono il vero tormentone del Mondiale in Italia

Tra urla, emozioni e dichiarazioni d'amore per il calcio argentino, il commentatore Rai ed ex calciatore di San Martino in Rio divide i tifosi più delle partite

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Reggio Emilia Se ne parla quasi più della partita stessa. Più del risultato, dei gol, delle giocate, come se fosse un giocatore capace di indirizzare le partite. Uno dei protagonisti di questo Mondiale americano è reggiano, o meglio di San Martino in Rio: Lele Adani. L’Italia è assente per la terza volta di fila ai campionati del mondo. E dalla tribuna del Mapei Stadium, durante la sfida di qualificazione degli Azzurri con la Moldova nell’ultima del ct Spalletti a giugno 2025, lo aveva detto: «Al Mondiale ci voglio andare», facendo riferimento alla sua attività da commentatore televisivo Rai nella speranza che gli azzurri ottenessero il pass per Usa, Messico e Canada 2026. La storia ha detto altro, ma lui, “Lele”, il Mondiale lo ha vissuto ugualmente trasmettendo a milioni di fan tutta la sua passione per questo sport. Sino a qui nulla di male, se non fosse che Adani vive le partite in modo sviscerale, in particolar modo quando a scendere in campo è l’Argentina. 

E così, il parallelismo tra la cavalcata della “Seleccion” che è arrivata sino alla finalissima e le sue telecronache è diventato virale. Vuoi per l’amore verso il calcio sudamericano, ma soprattutto per l’ammirazione verso Lionel Messi, il fuoriclasse argentino che sta facendo la storia, gli interventi tecnici dell’ex calciatore di Brescia, Fiorentina e Inter sono decisamente sopra le righe per quelli che sono gli standard Rai. Ai gol di Lautaro e soci e alle giocate del numero 10, Lele si lascia andare, scomodando riferimenti e alzando i decibel. Gara dopo gara, questo suo modo di vivere la partita è diventato sempre meno apprezzato dai tifosi italiani che guardano le partite con imparzialità, e sono piovute le critiche.

C’è chi lo ama, vedendolo come un commentatore diverso dal classico stile Rai improntato sulla pacatezza e professionalità; tanti invece lo accusano di essere esageratamente di parte, senza considerare che una spalla tecnica dovrebbe accompagnare il telecronista e mai oscurarlo. «Solo impulso o recita una parte?», si stanno chiedendo molti, mentre uno dei tantissimi commenti arrivati dai social  sottolinea che «La Rai non è la tv argentina».  Chi ne ha possibilità spesso guarda Dazn, l’emittente privata che ha i diritti per il campionato del mondo, ma altri milioni di appassionati sono “costretti” a sentirlo su Rai 1. Mercoledì sera, nella semifinale dell’Argentina con l’Inghilterra, l’ultimo show in ordine temporale, con le reti di Enzo Fernandez e Lautaro (con due assist di Messi) che hanno spinto Adani ad urlare sino a perdere la voce. «A volte non so nemmeno cosa dico, mi vengono le parole da sole grazie all’amore per il calcio», ha spiegato Lele dopo la gara. C’è chi chiede un intervento Rai a cui pare però al momento andare bene così, considerato che la coppia Alberto Rimedio-Daniele Adani commenterà anche la finalissima di domenica tra Spagna e Argentina. I campioni d’Europa in carica contro quelli del Mondo, un grande spettacolo: forse gli italiani non sanno ancora per chi simpatizzare, Adani sì.

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