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La Ferrari dei sogni di Hamilton torna a Maranello: era chiusa in un garage da 30 anni

La Ferrari dei sogni di Hamilton torna a Maranello: era chiusa in un garage da 30 anni

La storia della sua nuova F40, gioiello del 1991: «La desideravo da bambino»

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MARANELLO. «La mia F40 personale. È l’auto dei miei sogni e lo è da che io ricordi. Da bambino sognavo di averne una. Quando l’anno scorso sono entrato in Ferrari, mi sono assicurato di averne una con me al mio primo giorno a Maranello. Ecco quanto significa per me». C’è un’immagine che racconta meglio di mille parole il legame tra Lewis Hamilton e la Ferrari: quella di un bambino che sogna un’auto rossa, e di un uomo che, decine di anni dopo, quella stessa auto se la ritrova finalmente in garage.

Il post sui social

Il pilota inglese ha condiviso sui social un post dedicato alla sua Ferrari F40, accompagnato da una decina di fotografie e dalle note di Prisencolinesciensciunciun di Adriano Celentano, colonna sonora di un post da migliaia di like e commenti. «L’auto dei miei sogni», ha scritto Hamilton, raccontando un desiderio coltivato fin dall’infanzia. La F40 rappresenta l’essenza stessa del mito Ferrari, nata a fine anni Ottanta come ultima vettura stradale approvata personalmente da Enzo Ferrari, e diventata nel tempo un’icona assoluta del design e delle prestazioni automobilistiche. Il legame con questa vettura si è rafforzato nel momento in cui Hamilton è entrato a far parte della Scuderia Ferrari. Il primo giorno a Maranello, la F40 era già lì, al suo fianco: un simbolo portato con sé all’inizio di un nuovo, importante capitolo della carriera. Non un semplice omaggio estetico, ma un gesto carico di significato, quasi un rito di passaggio verso il nuovo capitolo in rosso. La storia di questo esemplare rende il racconto ancora più suggestivo. Si tratta di una F40 del 1991, rimasta chiusa in un garage privato per oltre trent’anni, praticamente intatta dal giorno della consegna: una vera capsula del tempo, con il chilometraggio originale e senza che fosse mai stata toccata una vite. A individuarla è stato Azimut Ahe (Automobile Heritage Enhancement), il primo fondo evergreen al mondo dedicato alle auto storiche di lusso e da collezione, promosso dal Gruppo Azimut in collaborazione con realtà del settore come Ferrari.

Il legame con l’auto

Consapevole della rarità e del valore, storico prima ancora che economico, di questi esemplari, Hamilton ha deciso di riportarla a Maranello, cuore pulsante del marchio. Lì, tecnici e meccanici della fabbrica hanno lavorato per settimane, restituendo vita a un pezzo di storia dell'automobilismo. Un lavoro certosino, fatto di pazienza e competenza artigianale, che incarna perfettamente i valori del Cavallino: precisione, dedizione, passione. Lo stesso spirito che anima la F1, dove ogni dettaglio conta e ogni componente viene curato fino alla perfezione. «Queste auto sono opere d’arte e incredibilmente rare – ha aggiunto Hamilton – quindi quando ho trovato questa, coperta di polvere dopo essere rimasta in un garage per oltre trent’anni, ho saputo che dovevo portarla a casa. Prima a Maranello, dove i maestri ingegneri e meccanici della fabbrica hanno lavorato per settimane per riportarla in vita. Un enorme grazie a tutti coloro che hanno dato una mano in questo progetto. È stato davvero un sogno che si avvera». La curiosità dei follower resta alta: come apparirà la F40 restaurata? E quale ruolo avrà nella vita, sportiva e personale, del sette volte campione del mondo? «Non vedo l'ora di condividere altro con tutti voi. Restate sintonizzati…», assicura il pilota inglese della rossa. 

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