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Girma sta diventando un caso per la Reggiana “bocciata” a Perugia

Wainer Magnani
Girma sta diventando un caso per la Reggiana “bocciata” a Perugia

I granata hanno fatto un passo indietro e l’attaccante non si sblocca

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Reggio Emilia Se Perugia doveva rappresentare l’esame di maturità, la Reggiana è stata rimandata. La sconfitta di domenica al “Curi” ha riportato alla realtà una squadra che finora aveva alternato prestazioni convincenti a passaggi a vuoto, confermando come il percorso verso i vertici della classifica sia ancora più complicato del previsto. La sensazione emersa dalla trasferta umbra è che la formazione di Attilio Tesser non sia ancora pronta per sostenere con continuità il ritmo di una squadra costruita per lottare fino in fondo per la promozione in Serie B. Non tanto per il risultato in sé, quanto per il modo in cui è maturato. A preoccupare maggiormente è stata ancora una volta la fase difensiva. Sul gol del Perugia la retroguardia granata, a difesa schierata, non è riuscita ad allontanare il pericolo nonostante le tre ribattute. Un difetto già emerso nelle precedenti giornate e che continua a pesare sul rendimento complessivo della squadra che solo in una occasione, col Latina, ha mantenuto la porta inviolata. Se fino a oggi si era parlato di una Reggiana dalla “coperta corta”, capace di compensare gli errori difensivi con la prolificità offensiva, al “Curi” è mancato anche l’altro lato della medaglia.

Per la prima volta in campionato i granata sono rimasti a secco. Un dato che, da solo, racconta una giornata negativa: la Reggiana non è mai riuscita a calciare nello specchio della porta avversaria. Un segnale d’allarme che non può essere ignorato e che evidenzia come la squadra abbia sofferto sia nella costruzione del gioco sia negli ultimi sedici metri. Tesser è stato costretto a rivedere in corsa i propri piani. Già all’intervallo ha richiamato in panchina Cresitg, apparso ancora lontano dalla migliore condizione fisica, mentre nella ripresa ha dovuto ridisegnare il reparto arretrato riportando Bonetti al centro della difesa e concedendo spazio al giovane Marcon sulla corsia sinistra. Una scelta, questa, dettata dalle necessità ma che conferma una lezione importante: in Serie C non è semplice modificare gli equilibri difensivi per sopperire all’assenza di un solo giocatore. E soprattutto il campionato continua a dimostrare quanto corsa, intensità e agonismo siano qualità indispensabili, in particolare nella zona nevralgica del campo. Tra i temi aperti c’è anche quello che riguarda Natan Girma.

Il talento dell’attaccante non è in discussione, ma i numeri iniziano a pesare. Dopo sette partite non sono ancora arrivati né gol né assist e i 411 minuti complessivamente disputati raccontano di un giocatore che non riesce a incidere con continuità. Girma resta un piccolo enigma tattico: non è un centrocampista puro e nemmeno una vera seconda punta, eppure Tesser lo vuole impiegato proprio a supporto di Sipos. Le sue ambizioni di categoria superiore si scontrano oggi con una realtà che richiede concretezza e rendimento immediato. Anche la pazienza dei tifosi comincia a ridursi. Va detto che neppure Rover, quando è stato chiamato in causa, è riuscito a fornire risposte convincenti. Per questo il giovane Cavaliere potrebbe meritare maggiore considerazione nelle prossime settimane, almeno fino al rientro di Henry. La buona notizia per la Reggiana è che il calendario offre subito un’occasione di riscatto. Domenica al Mapei Stadium arriverà la capolista Spezia, squadra che finora ha dimostrato di meritare il primo posto grazie a organizzazione, qualità e continuità di risultati: un’ avversario difficile, probabilmente il più complicato da affrontare in questo momento. Proprio per questo la sfida assume un valore che va oltre i tre punti. I tifosi granata tengono particolarmente a questo appuntamento e si aspettano una reazione forte dopo il passo falso di Perugia. Servirà la migliore Reggiana, non soltanto sul piano tecnico ma soprattutto sotto l’aspetto caratteriale. Perché contro la capolista i granata avranno l’occasione di cancellare molte delle critiche emerse negli ultimi giorni e dimostrare che il ko del “Curi” è stato soltanto un incidente di percorso e non il segnale di un ridimensionamento delle ambizioni.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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