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L’intervista

Grosseto-Reggiana, domenica il match. Tesser: «Loro corrono e attaccano, ma dobbiamo costringerli a difendersi»

Luigi Cocconcelli
Grosseto-Reggiana, domenica il match. Tesser: «Loro corrono e attaccano, ma dobbiamo costringerli a difendersi»

Domenica alle 14.30 il fischio di inizio sul campo toscano. L’allenatore: «Alla mia squadra chiedo continuità, di scendere in campo con l’identico atteggiamento con cui ha affrontato i sardi»

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Reggio Emilia La mezz’ora di Pineto non conta, troppo breve, anche se qualche scoria ha finito per lasciarla perché in casa granata a qualcuno proprio non è andato il comportamento, eccessivamente falloso e ostruzionistico degli abruzzesi. Attilio Tesser, allora, domenica alle 14.20 nella sfida in trasferta col Grosseto vuole ripartire dal match di sette giorni fa con la Torres. «A prescindere dagli avversari - dice l’allenatore granata alla vigilia della trasferta di Grosseto – alla mia squadra chiedo continuità, di scendere in campo con l’identico atteggiamento con cui ha affrontato i sardi». Il Grosseto - che nei dieci precedenti mai ha sconfitto la Reggiana - è l’autentica rivelazione di queste prime giornate di campionato. Da neopromossa viaggia al terzo posto in classifica, precedendo proprio i granata, vanta uno dei migliori attacchi del campionato, è l’unica a non aver perso con lo Spezia. Un avversario, in questo momento, se non da temere di sicuro da rispettare. E Tesser lo fa. «E - osserva - una formazione in salute, che vive sull’entusiasmo, molto dinamica, gioca un calcio palla a terra e di grande intensità, non per nulla è quella che tira maggiormente in porta ed effettua più duelli individuali, ha anche qualche giocatore di buona tecnica».

La squadra di Indiani è solita giocare con la difesa molto alta, anche se in vantaggio, studiato qualcosa?
«Per certi aspetti ricorda lo Spezia, squadra aggressiva, che ti viene a prendere alto, tanta intensità, qualche accorgimento lo abbiamo preparato, ma sarebbe sbagliato pensare di buttare la palla di là, bisogna costringerli a difendersi, muovere velocemente la palla, tenerla a terra».
Reggiana che deve sempre fare i conti con l’infermeria, Tripaldelli e Ponsi non recuperano, adesso si è aggiunto anche Bertagnoli…
«Sì. Si trascina un problema alla caviglia dalla partita con il Vado e abbiamo pensato di fermarlo per qualche giorno: il problema non è tanto la sua indisponibilità, quanto il fatto che vengono a mancare due esterni su quattro, ma non deve assolutamente essere un alibi».
Conferma la difesa a tre? Perché a Pineto Battistini era braccetto e Lepri non centrale, quando ci si attendeva il contrario.
«Sì, non è una scelta definitiva ma per ora andiamo avanti così. Il motivo è che nella lettura tattica, che poi però non ha funzionato, Battistini a Lecco si sganciava, in possesso di palla faceva il quarto, è quello che da dietro sa impostare meglio».
In questo momento la Reggiana non può prescindere da Jonsson davanti alla difesa e da Vallarelli?
«In parte è così. Crisetig sta bene e fornisce letture tecniche e tattiche molto valide, da uno che ha fatto anche la serie A, ma Jonsson mi garantisce maggior filtro e dinamicità. Nella convinzione che tutti alla fine ci sarà bisogno di tutti e tutti daranno una mano, quando riusciremo a stare compatti e la difesa mi darà garanzie allora potremmo pensare ad un play puro per impostare il gioco».
Sincerità per sincerità, le vicende societarie possono finire per destabilizzare l’ambiente?
«Assolutamente no. Siamo sin dall’inizio a conoscenza di certe dinamiche anche per vicende sanitarie, non posso escludere che qualche giocatore ci pensi, ma nello spogliatoio non se ne è mai parlato, anche perché la società non ci fa mancare nulla e ha addirittura pagato gli stipendi in anticipo. Noi dobbiamo rimanere concentrati sul campo, anzi dico che vincere può aiutare un evolversi positivamente la situazione».
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