Gazzetta di Reggio

Una tragica storia di amore e musica

Una tragica storia di amore e musica

Alla Ghirba il libro sulla vicenda di Sid Vicious (Sex Pistols) e Nancy Spungen

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Amore e musica, uniti insieme sino alla morte. E non è un’esagerazione romantica, nel caso di Sid Vicious, bassista dei Sex Pistols, e della sua compagna Nancy Spungen. Una delle storie oscure del rock più celebri, al centro di “Stelle Deboli”, libro realizzato dal reggiano Daniele Paletta, che verrà presentato domani sera, alle 19, alla Ghirba - biosteria della Gabella di via Roma. Con Paletta ci sarà lo scrittore Arturo Bertoldi, e a seguire un dj set curato da Rumore, la webradio universitaria.

“Stelle Deboli”, uscito in primavere per Volo Libero, non è la prima opera dedicata alla musica di Paletta, 34enne originario di Bibbiano che, da anni, lavora sia nella comunicazione sia nell’organizzazione di eventi artistici. In precedenza ha curato un volume sulle Pussy Riot e ora è impegnato in un testo per i vent’anni del Mei (Meeting etichette indipendenti). “Stelle Deboli” nasce per “distacco”, spiega. «Non mi posso dire un fan sfegatato del punk, ne apprezzo l’impatto e lo giudico uno dei momenti più importanti degli ultimi 50 anni di musica, ma non ne sono così coinvolto come con altri artisti. Ed è un bene, così sono riuscito ad essere distaccato», spiega Paletta.

«Sid Vicious e Nancy Spungen sono visti come esempio di “belli e dannati”, ma la loro è una storia anche molto umana, di un amore fortissimo. Ho cercato di raccontarla non solo con le loro parole, ma con quelle dei tanti protagonisti del periodo del punk». Un racconto corale, quindi, «dove si trovano tanti nomi famosi, da Siouxsie and the Banshees ad altri musicisti, e che offre uno spaccato più complesso». Con una peculiarità importante: «Credo che il punk sia stato uno dei primi movimenti a far emergere le figure femminili in maniera forte, ed è un grande pregio da evidenziare».

Infine, una battuta sul luogo della presentazione, la Ghirba di via Roma: «È un bel posto, che dimostra che si può far cultura e allo stesso coinvolgere le persone. E in questo modo, oltretutto, la zona diventa più sicura, e lo fa in maniera amichevole, grazie alle tante persone che vi passano». (ad.ar.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google