Una moderna Dietrich interpreta Neruda
Sabato 4 ottobre lo spettacolo di punta della rassegna di quest'anno andrà in scena sul palco del Valli
REGGIO EMILIA
La grande signora del cabaret tedesco sarà sul palco del Teatro Valli per il festival Aperto sabato 4 ottobre alle 20.30. Ute Lemper, cantante più volte accostata - e non solo per nazionalità - a Marlene Dietrich canta la passione, l'amore e la vita delle poesie di Pablo Neruda.
È un appuntamento tra i più attesi in un Teatro Valli che si prepara ad accogliere il progetto, punta di diamante del festival Aperto, inserito nel Reggio Parma Festival.
Poesie musicate dalla stessa Lemper e da Marcelo Nisinman con raffinati ritmi che spaziano dal tango al flamenco, interpretati dalla sua voce potente e sensuale accompagnata da bandoneon, piano, contrabbasso, chitarra, violino e percussioni.
«Nei brani ritroverete tutto quello che ho cantato finora - racconta Ute Lemper, un concentrato di potenza vocale, fascino e femminilità - Ci sono striature di Brel, diversi rimandi al tango e alla chanson francese, a Edith Piaf, ma anche a Kurt Weill».
La rabbia (contro la dittatura) e la poesia: "Ode con un lamento", "Se mi dimentichi", "Il sogno", "Il vento nell'isola". Le parole sono di Pablo Neruda.
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«Nemmeno sfiorate. Le sentite come lui le ha scritte. Sono già perfette così, con il loro ritmo interno, con quelle strofe adatte a essere trasformate in canzoni. Ho dovuto solo ripetere certe strofe un paio di volte. Ma non c’è stato adattamento. C’è da dire che Neruda è stato così tanti anni in esilio e nelle mie versioni c’è il tango argentino, ovvio, ma c’è anche la chansonne francese, il cabaret tedesco. Insomma, riflettono l’animo selvaggio e multiforme di quel poeta».
Un progetto affascinante e complesso, che si è sviluppato via via, nella testa e nella voce di questa straordinaria interprete.
«Prima ho composto le melodie, nelle quali ho cercato di esprimere i sentimenti suscitati dalle preziose parole di Neruda concentrandomi sul ritmo e il suono delle sue frasi. Era mia intenzione creare melodie e canzoni le più commoventi e dolci che si potessero immaginare, e al tempo stesso di non tirarmi indietro di fronte alle emozioni forti del dolore, del tormento e della passione. Implosioni ed esplosioni: ecco l’autentico temperamento di Neruda».
La scelta è caduta sulle poesie d’amore che Neruda scrisse a partire dagli anni Sessanta sull’amata Isla negra, dopo la fine dell’esilio.
«Di lui mi appassiona il grande amore per la vita e il suo gusto, quello che appare nelle sue poesie, piene di gioia e dolore, frutto di un animo torturato ma pronto a vivere fino in fondo la vita. E la mia musica per le sue parole vuole essere un riferimento a questa sfrenata voglia di vivere».
Con lei sul palco del Valli ci saranno Victor Villena bandoneon, Cyril Garac violino, Vana Gierig piano, John Benthal chitarra, Steve Millhouse contrabbasso.
«Ho scelto Neruda perché ammiro la sua incredibile poesia da molti anni. Trovo che specialmente i poemi d’amore possano dare sostanza, musicalità e melodia ad un ciclo di canzoni. Quello che ho scritto mantenendo la forma originale dei versi del poeta, politico e diplomatico premiato nel 1971 con il premio Nobel per la Letteratura. Garcia Lorca lo considerava uno dei più grandi del XX secolo. Oltre il suo lascito politico e gli indimenticabili scritti, la sua figura resta soprattutto quella di chi ha sempre gridato con passione contro la dittatura e l’oppressione, perfino quando scriveva gli immortali versi d’amore per la sua Matilda».
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