Il migliore di tutti si chiama “Stradora”
Il vino premiato con un 17 è una malvasia biologica dell’azienda Quarticello
MONTECCHIO. E’ molto felice Roberto Maestri, a capo del podere di famiglia “Quarticello” in Val d'Enza a Montecchio – alla notizia che la sua malvasia “Stradora”, ha ricevuto la palma di migliore vino reggiano. Maggiore la soddisfazione di aver ricevuto anche la stella, attestato significativo poco frequentemente ricevuto dalle etichette reggiane. «Mi fa molto piacere che un riconoscimento di rilievo come questo, – commenta Maestri – sia stato attribuito ad un vino prodotto rispettando i criteri dell'agricoltura biologica, non filtrato e con un contenuto in solfiti ridotto al minimo». L'azienda nasce nel 2001 e Roberto inizia ad occuparsene personalmente, fin dalle prime fasi. «Mi è nata subito una grande passione, tanto che l'anno seguente ho intrapreso il percorso per conseguire la laurea in viticoltura ed enologia. Dal 2006 ho iniziato a vinificare la mia uva la cui produzione si concentra su vitigni autoctoni. Le uve vengono vinificate sia nella tipologia frizzante a rifermentazione naturale in bottiglia come da tradizione, sia come rosso fermo destinato all'invecchiamento da uve malbo gentile, e passito da uve malvasia». Simpatico il nome della malvasia da 17 punti. «Deriva da un modo di dire antico, tipicamente reggiano, col quale le nostre nonne si rivolgevano amorevolmente a noi quando eravamo bambini, ma riconduce anche, con un gioco di parole, al colore giallo ambrato, quasi dorato di questo vino, che deriva dall'appassimento al sole dei migliori grappoli, selezionati manualmente, di Malvasia di Candia Aromatica».(g.b.)
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