LE GUIDE DELL’ESPRESSO
REGGIO EMILIA. Ritroviamo i grandi nomi e le cantine storiche ma si fanno strada i giovani produttori che amano sperimentare; lo scopriamo sfogliando la guida dell’Espresso 2015 dedicata ai vini. Il...
REGGIO EMILIA.
Ritroviamo i grandi nomi e le cantine storiche ma si fanno strada i giovani produttori che amano sperimentare; lo scopriamo sfogliando la guida dell’Espresso 2015 dedicata ai vini. Il primo vino reggiano è quest'anno una Malvasia dal nome appassionato di “Stradora”. Prodotta dall'etichetta Quarticello di Montecchio, si aggiudica il punteggio di 17. Un successo impreziosito dal fatto che l'azienda si aggiudica anche una stella, riconoscimento dato all'alto livello qualitativo di tutti i prodotti, alla rappresentatività nel territorio o nella denominazione di riferimento e alla presenza di uno stile definito. A questo proposito, l'azienda di Roberto Maestri ottiene anche 16,5 con un'altra Malvasia dall'accattivante nome di “Despina” e inoltre un altro 16 per il più misterioso Lambrusco Barbacane. A proposito di cantine storiche: quella di Puianello sale alla ribalta. La sua è una storia iniziata nel 1938 per iniziativa di cinque soci che nel 2012 è giunta a inaugurare una nuova sede con annessa cantina. Il lavoro ha dato suoi frutti con il 16,5 ottenuto dal Lambrusco Barghi L'incontro, descritto come "ricco di profumi aperti di frutti rossi, con cenni floreali". Questo vino rientra nella classifica dei migliori acquisti per il rapporto qualità-prezzo. La peculiarità della Cantina di Puianello è quella di produrre decine di etichette diverse, da qui anche il livello di altri vini come il Lambrusco semisecco Contrada Borgoleto e, per la denominazione Colli di Scandiano e Canossa, il Grasparossa Contrada Monticelli.
Un'altra etichetta che racchiude una solida cooperazione di 300 soci, quale è la Cantina di Masone-Campogalliano, caratterizzata da una produzione considerevole per quantità ma anche per risultati qualitativi di tutto rispetto. Suo fiore all'occhiello è con 16,5 il Grasparossa di Castelvetro Secco Frizzante che si distingue per "toni aromatici complessi, inchiostro, carcadè, pepe". Ottiene lo stesso punteggio il Rubino del Cerro prodotto da Venturini Baldini a Roncolo (da quattro generazioni produttori di aceto balsamico e da due di vino); il Rubino si presenta "complesso, ciliegia, toni di erbe mediterranee; pieno e articolato, ricco di sfumature, allunga richiamando frutti scuri e timo".
Sono sedici le aziende della provincia menzionate nella guida dell’Espresso: di queste molte sono “piccoli” affermati oramai da anni. Altri due gioielli montecchiesi: la Tenuta La Piccola e la Storchi, che si aggiudica una stella bianca assegnata a un'azienda che si è particolarmente distinta con le ultime annate proposte, e/o che è apparsa in netta crescita qualitativa. A questo proposito, secondo la guida, Storchi ha intrapreso un'opera caparbiamente indirizzata alla qualità, a partire dalla scelta di tenere bassissime rese nelle vigne, appena 3 ettari lungo le sponde dell'Enza. Frutto prelibato del lavoro è il Neroduva (Malbo gentile, ancellotta) che ha ottenuto 16 punti, carico di "toni ossidativi, frutti secchi e frutti maturi". Per quanto riguarda La Piccola, l'azienda di Giuseppe Fontana produce vini di particolare cura e carattere. Sulla base delle esperienze che il padre dell'attuale titolare, Licinio detto Cio, aveva maturato in Borgogna, già negli anni 90 la firma ha preso a misurarsi con vini fermi, sia bianchi che rossi, affinati in rovere. Tra i vini in testa alla classifica, da segnalare il “Picol Ross” con 15,5 Un'altra storica etichetta, Rinaldini Paola, quest'anno non primissima, realizza 16 punti con il Lambrusco Picol Ross 2013. Continua il suo percorso il Podere Cipolla, azienda di Denny Bini, i cui vini si chiamano con il nome di venti: il suo Libeccio 225 del 2013 ha raccolto 16 punti e Levante 90 15,5. Un'altra etichetta da menzionare, è la ultracentenaria Lini il cui Metodo Class. Rosso brut del 2009 ha avuto 16, mentre il Gran Cuvée Spumante e il Lambrusco Scuro 15,5. Sul versante del Reggiano il Frizzante Gran Concerto 2013 di Medici Ermete ottiene 16 parimenti al Rubino Scuro frizzante Piazza San Prospero di Ca' de' Medici e al Grasparossa Remigio100 e per quanto riguarda la denominazione Colli di Scandiano e di Canossa ottengono 16 lo Spumante Metodo Classico Ca' Besina 2007 di Casali Viticultori, il Cabernet Sauvignon Vigna Conte Re 2012 di Ferrarini e il Sauvignon Frizzante 2012 dell'azienda Le Barbaterre in località Bergonzano. Le altre etichette reggiane menzionate dalla guida sono: Lombardini di Novellara e la Reggiana di Albinea.
Giulia Bassi
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