Gazzetta di Reggio

FESTIVAL APERTO

Fascino e forza, la Lemper canta Neruda

Fascino e forza, la Lemper canta Neruda

La cantante tedesca stasera al teatro Valli propone le canzoni nate dall'interpretazione dei verso d'amore del poeta cileno

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REGGIO EMILIA. «Di Pablo Neruda mi appassiona il grande amore per la vita e il suo gusto, quello che appare nelle sue poesie, piene di gioia e dolore, frutto di un animo torturato ma pronto a vivere fino in fondo la vita. E la mia musica per le sue parole vuole essere un riferimento a questa sfrenata voglia di vivere».
Così Ute Lemper, la grande signora del cabaret tedesco che stasera (ore 20.30) sarà sul palco del Teatro Valli per il festival Aperto. Più volte accostata – e non solo per nazionalità – a Marlene Dietrich la Lamper canta la passione, l’amore e la vita delle poesie di Neruda.

Un progetto affascinante e complesso, che si è sviluppato via via, nella testa e nella voce di questa straordinaria interprete, e che è diventato punta di diamante del festival Aperto 2014, inserito nel Reggio Parma Festival.

Poesie musicate dalla stessa Lemper e da Marcelo Nisinman con raffinati ritmi che spaziano dal tango al flamenco, interpretati dalla sua voce potente e sensuale accompagnata da bandoneon, piano, contrabbasso, chitarra, violino e percussioni.

«Nei brani ritroverete tutto quello che ho cantato finora - racconta la cantante – Ci sono striature di Brel, diversi rimandi al tango e alla chanson francese, a Edith Piaf, ma anche a Kurt Weill».

La rabbia (contro la dittatura) e la poesia: “Ode con un lamento”, “Se mi dimentichi”, “Il sogno”, “Il vento nell’isola”. Le parole sono di Pablo Neruda.

«Nemmeno sfiorate. Le sentite come lui le ha scritte. Sono già perfette così, con il loro ritmo interno, con quelle strofe adatte a essere trasformate in canzoni. Ho dovuto solo ripetere certe strofe un paio di volte. Ma non c’è stato adattamento. C’è da dire che Neruda è stato così tanti anni in esilio e nelle mie versioni c’è il tango argentino, ovvio, ma c’è anche la chansonne francese, il cabaret tedesco. Insomma, riflettono l’animo selvaggio e multiforme di quel poeta».

E prosegue: «Ho composto le melodie, nelle quali ho cercato di esprimere i sentimenti suscitati dalle preziose parole di Neruda concentrandomi sul ritmo e il suono delle sue frasi».

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