Gazzetta di Reggio

MOSTRE

Il nostro tour per "In Contemporanea"

Silvia Parmeggiani
Il nostro tour per "In Contemporanea"

Una passeggiata in città con sette tappe nelle gallerie urbane che si sono messe "in rete"

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REGGIO EMILIA. Sette gallerie per sette mostre, personali e collettive, che vanno dalla fotografia alla pittura, che spaziano dal contemporaneo all’arte moderna.

È “In Contemporanea” un’iniziativa che collega sette gallerie reggiane (Galleria de’ Bonis, 2000&Novecento, Bonioni Arte, VV8artecontemporanea, RezArte Contemporanea, Galleria 13 Arte Moderna e Contemporane e Galleria 8.75 Artecontemporanea) per una grande unica esposizione che apre le porte al suo pubblico per mostrare il meglio delle opere raccolte da ogni gallerista.

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Gusti e proposte diverse per un percorso di “arte slow” da assaporare in tutte le sue forme, passeggiando con calma per il centro storico, per raggiungere tutte le tappe e visitare le mostre con la mente ben aperta.

Il modo giusto per entrare a piè pari in “In Contemporanea” è lasciarsi guidare dall’itinerario, come fosse un giro tra vetrine, un microfestival dedicato all’arte, senza saltare le tappe proposte e completare un quadro che i galleristi hanno costruito con cura.

Insomma, è l’insieme, la somma di tutte le parti, il punto di forza di questa grande collettiva e, per farvelo scoprire come lo abbiamo vissuto noi, vi riproponiamo lo stesso tour della preview stampa, che ha preso il via in viale Dei Mille e si è concluso in via Emilia dell’Ospizio.

È “L’innocenza delle cose” di Sonia Maria Luce Possentini ad aver aperto il nostro percorso; una mostra in grande stile dove il lato romantico di questa artista-pittrice-illustratrice si scontra con la rabbia e il dolore.

«Per la prima volta l’artista si cimenta con l’olio – spiega Margherita Fontanesi (De’ Bonis) – e lo fa con la stessa delicatezza della matita». Il riferimento non è casuale visto che la Possentini è molto nota per le sue illustrazioni. «Qui però racconta sé stessa, mantenendo i toni romantici pur abbozzando cenni di dolore».

L’allestimento qui alla De’ Bonis è notevole, curato dalle sorelle Vecchi di Modena, con abiti candidi e chiodi che riprendono allo stesso tempo romanticismo e dolore della Possentini, il senso di chiusura e libertà con gabbie aperte e in stile liberty e saponi che non possono cancellare in un sol colpo il nostro vissuto.

Vissuto che ritroviamo a pochi passi alla galleria 8.75, in corso Garibaldi dove Gino Di Frenna racconta 20 anni di attività con una mostra del tutto eccezionale.

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In “Because I’m happy!” infatti troviamo il suo personale tributo alla sua attività e ai suoi artisti.

Di Frenna propone i ritratti che tanti artisti che ha ospitato in 20 anni nella sua galleria gli hanno omaggiato.

Proseguendo in corso Garibaldi alla Bonioni, insieme all’allestimento permanente si potranno vedere le opere “L’ultima ruota del carro” di Giacomo Cossio.

«La sua forza sono gli assemblaggi – spiega il gallerista – che l’artista parmense usa con estrema originalità. Le sue opere sono collage di più arti, usa materiali di recupero senza essere mai banale».

Tutte opere che rimandano alla terra, alle radici, al cuore. E sul lato emozionale gioca anche Vasco Ascolini che con la sua “Low Tone” alla VV8artecontemporanea presenta opere in bianco e nero, fotografie di scena, di un’efficacia assoluta.

Un’opera da ricercare?

«Oltre ai bellissimi ritratti di Marcel Marceau, alle più grandi compagnie di ballo – dicono alla galleria – Qui c’è anche uno scatto che riguarda Reggio Emilia».

A voi scoprirlo. Il tour suggerito prosegue alla Galleria 13 di via Roma, dove esposti ci sono altri bianchi e neri di Jonathan Guaitamacchi.

Opere di straordinaria bellezza ritraggono architetture, anche imponenti con un b/w potente; sono opere di piccole, grandi e medie dimensioni a cui l’artista aggiunge anche plexiglass per esaltarne la profondità e dare un senso di movimento spiazzante.

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Non restano che due luoghi ancora da scoprire: la collettiva alla 2000&Novecento e la mostra alla RezArte.

Fermiamoci nel cortile in via Emilia San Pietro per scoprire alla 2000&Novecento la raccolta di opere proposta dai galleristi, un viaggio che va dalla pittura astratta a quella contemporanea, dalla scultura alla fotografia.

L’allestimento lascia respirare le opere e, nelle tre sale, si divide equamente lasciando il giusto spazio ad ogni artista.

Un suggerimento? Cercate il bel tuffo scattato da Nino Migliori; vi lascerà a bocca aperta.

Ed ecco che il tour si conclude alla RezArte per una mostra infinita, un excursus pittorico alla (ri)scoperta di Angela Bergomi e Mario Pini con opere scelte dal critico Alberto Agazzani.

«Abbiamo voluto dare spazio a questi due grandi artisti – spiega – e ridargli oggi il giusto tributo per le loro opere».

Un viaggio davvero appassionante per chi ama la pittura e che riserverà belle sorprese. Il tour è finito; tempo di percorrenza? Una mezza giornata circa, fattibilissima a piedi, fermandosi anche in cento a prendersi un caffè.

 

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