Gazzetta di Reggio

Manzù e Marini “Gli ultimi moderni”

Manzù e Marini “Gli ultimi moderni”

A Mamiano di Traversetolo (Pr) il confronto tra due maestri della scultura italiana

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La nuova mostra che ci viene offerta dalla Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo pone a confronto due maestri della scultura italiana quali Giacomo Manzù e Marino Marini.

“Gli ultimi moderni”, dice il titolo della mostra, e ci si chiede subito cosa modernità significhi e perché i due artisti siano indicati come ultimi. Risposte ampie e approfondite vanno senz’altro cercate nel catalogo edito da Silvana per l’occasione, curato da Laura d’Angelo e Stefano Roffi con la collaborazione di bravi saggisti e l’indispensabile ausilio di un ricco apparato fotografico e di testimonianze.

Se un modesto azzardo in merito posso tentarlo, direi che per modernità, forse, va inteso l’esito di sublimare una transizione – dalla figura alla forma astratta – facendo di questo uno stile del tutto autonomo e, al tempo stesso, una occasione di ricerca.

Prendo solo due esempi: gli Attori di Manzù , del 1968, e le Danzatrici di Marini del 1952- 1953. Manzù sembra raggiungere con le sue figure l’estrema possibilità della “stiacciatura” donatellesca, ossia coniuga disegno/pittura, cioè bidimensione, con rilievo plastico in un arditissimo e affascinante equilibrio.

Marini, diversi anni prima e dopo un viaggio a New York, aveva stravolto dall’interno la quieta rotondità delle sue Pomone per mostrare la sfida di un altro mondo: «…trovai un mondo nervoso – confidava – un mondo femminile eccitato e nevrotico…».

A parte ciò si esce dalla visita, oltre che impressionati dalla bellezza, con un senso di tragedia che accomuna entrambi i maestri: le crocefissioni di Manzù e i suoi impenetrabili cardinali, i cavalieri e i guerrieri di Marini, dove uomo e animale tendono a uno spasimo estremo e forse di grazia. La mostra resta aperta fino all’8 dicembre con orario continuato, dal martedì al venerdì dalle 10 alle 18; sabato, domenica e festivi fino alle 19. La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura della mostra. Chiuso il lunedì.

Tullio Masoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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