Gazzetta di Reggio

MUSICA

Max e Jukka, parole e musica: la bella esperienza di Spartiti

Daniele Valisena
Max e Jukka, parole e musica: la bella esperienza di Spartiti

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REGGIO EMILIA. Là dove finisce la parola e comincia la musica. Nasce su un “confine” e dal suo superamento l’esperienza di “Spartiti”, il duo composto da Max Collini e Jukka Reverberi. Ieri duo si è esibita alla Casa del popolo di Massenzatico per la rassegna “Cucine del popolo”.

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Un’idea che nasce da lontano, ma che solo attraverso la “militanza” sul palco ha trovato la sua realizzazione lo scorso anno e che ora si è concretizzata in una serie di esibizioni in tutta Italia e in un ep, contenente otto tracce e prodotto da Secret Furry Hole, in un elegante formato “operistico” in edizione limitata. L’ep è dedicato all’ex Offlaga Disco Pax Enrico Fontanelli, scomparso sei mesi fa. Voce e testi sono di Max Collini, frontman degli Odp, mentre la musica è opera di Jukka Reverberi, leader dei Giardini di Mirò.

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Due artisti reggiani doc _ pardon, reggiani e cavriaghesi _ che danno vita a un’esperienza di reading musicale profonda, attuale e raffinata, tra intimità e ironia, immerse in atmosfere elettroniche tra il pulp e il vintage.

«L’idea iniziale è mia – racconta Collini – Risale al 2007 ed era figlia di pura estemporaneità legata a un singolo evento unita poi allo spontaneismo armato di Reverberi. Il nostro lavoro insieme per anni è stato raro e discontinuo, con poche occasioni per venire elaborato. Poi un giorno Jukka è diventato propositivo, più o meno nella seconda metà dell’anno scorso, e da uno spettacolo del tutto o quasi improvvisato siamo passati a una situazione molto più concreta, più “scritta” in tutti i sensi. In sostanza verso la fine del 2013 ci siamo strutturati, dati un nome e messo in piedi un disco dal vivo frutto di decine di concerti di un tour faticoso, a volte frammentato ma divertente e bellissimo. “Spartiti” è la cosa migliore che potesse capitarmi in un momento così difficile per la mia vita personale e artistica».

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Rispetto ai “territori” esplorati con gli Odp, “Spartiti” si muove su un piano differente: meno “epico”, forse più intimo e definito dai paesaggi musicali di Reverberi.

«Non saprei – commenta Collini – di certo la sola parola non avrebbe tutto questo valore. Senza Jukka mi sentirei completamente nudo davanti al pubblico e non sarebbe un bello spettacolo, anche fuor di metafora. Mi piace il suo lavoro, non sempre capisco come ragiona, ma il risultato è profondamente emotivo ed espressivo. Abbiamo “flirtato” per molto tempo, adesso è l’ora di sperimentare una convivenza artistica più solida. Vedremo poi che figli ne usciranno».

Quella dei reading musicali, fino a qualche anno fa terreno quasi vergine e abitato da pochi adepti, tra cui Collini, i Massimo Volume e pochissimi altri, è divenuto negli ultimi mesi una vera e propria moda, segno che Spartiti ha saputo lasciare una traccia profonda nel panorama musicale e artistico italiano.

«Finalmente qualcuno che lo dice – s’inorgoglisce Collini – visto che abbiamo iniziato quando queste cose non le faceva nessuno o quasi mentre ora pare che nessuno possa non farle. Non so se facciamo tendenza, non è quello che ci interessa. Personalmente desidero che il nostro spettacolo lasci qualcosa a chi viene a sentirlo e vederlo, trovo che “Spartiti” sia qualcosa di molto emotivo e che punti a questo per coinvolgere chi ci ascolta. Non è una esperienza neutra e di sicuro non vogliamo che lo sia».

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Decine di concerti, 500 e ormai esauriti: il fenomeno “Spartiti” sembra chiedere a gran voce un seguito, magari con un vero e proprio album.

«Ci stiamo pensando, stiamo elaborando; prima o poi ci metteremo d’accordo sul come e sul perché e inizieremo davvero a farlo. Più prima che poi. Il titolo c’è, qualche brano nuovo pure, mancano ancora però un paio di liberatorie per i tre o quattro testi non originali che vorremmo inserire».
 

Tornando alle cose reggiane: alla Festa dell’Unità avete partecipato a Emilia Parabolica, la serata curata dall’ex Cccp e Csi Massimo Zamboni. Che esperienza è stata?

“Siamo stati ospiti assieme anche a Daniele Carretti degli Offlaga Disco Pax della serata/festival “Emilia Parabolica”, la cui direzione artistica è stata curata da Massimo Zamboni dei CCCP/CSI l’undici settembre scorso al Campovolo. C’erano anche i Modena City Ramblers e Mara degli Ustmamò. Io e Daniele abbiamo fatto alcuni brani degli Offlaga Disco Pax e poi ho messo la voce in alcuni pezzi storici dei CCCP assieme a loro: Militanz, Sono come tu mi vuoi, Allarme, cose così e Jukka ci ha aiutati in qualcuno di quei frangenti, sia degli ODP che dei CCCP. Ne sono onoratissimo e non è stata la prima volta, sono già stato ospite questa estate in qualche occasione degli “ex Cccp” ed è stata una emozione grandissima. Massimo Zamboni mi ha dato l’opportunità di cimentarmi con un repertorio straordinario. Spero che non si sia ancora pentito, ma in ogni caso lo ringrazio ancora per la stima e, soprattutto, per  la fiducia”.

Per quanto riguarda Spartiti?

“Il prossimo appuntamento in zona sarà domenica 5 ottobre a Massenzatico, dove saremo ospiti de “Le Cucine del Popolo - Le cucine della solidarietà”, una straordinaria manifestazione di ispirazione libertaria dedicata alla gastronomia operaia. Saremo sul palco alle ore 18,00 al circolo “La Paradisa” e l’ingresso è libero. Suoneremo dopo un convegno su Luigi Veronelli, nella prima “Casa del Popolo” mai esistita. Cose bellissime insomma”.

Max, oltre alla sua adorata Reggiana, simpatizza anche per la Pallacanestro Reggiana: Jukka, col suo fisico da ala, c’è speranza di portarlo al Pala Bigi?

“Sono tifoso da sempre della Reggiana e da sempre anche della Pallacanestro Reggiana. Andavo a vedere le partite al palasport quando ancora le Cantine Riunite giocavano in serie B. Ho visto in campo un giovanissimo Piero Montecchi, un acerbo Nino Pellacani poi vittorioso altrove, un Marione Ghiacci arcigno e fiero nonostante i limiti tecnici e il play era Codeluppi, che poi rinunciò a una carriera professionistica per tenersi il posto in banca. Erano davvero altri tempi, facevo le medie, la mia scuola era vicinissima al palaBigi, mi innamorai del basket e non l’ho più lasciato. Giochicchiavo anche, ma ero una guardia inguardabile. Quella di quest’anno mi pare la squadra più forte di sempre, sono veramente curioso di vedere cosa potrà riservarci un roster di questa portata. Jukka al momento non mi pare molto appassionato dal basket, ma ci sto lavorando. In termini calcistici Jukka tifa Bologna e credo stia masticando amaro anche lui da parecchio...”

 

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