LE GUIDE DELL’ESPRESSO»I RISTORANTI
REGGIO EMILIA. E' oramai una certezza, l'Osteria del Viandante di Rubiera che anche quest'anno ottiene un cappello e, con un punteggio di 15,5, resta in cima ai ristoranti della nostra provincia...
REGGIO EMILIA. E' oramai una certezza, l'Osteria del Viandante di Rubiera che anche quest'anno ottiene un cappello e, con un punteggio di 15,5, resta in cima ai ristoranti della nostra provincia secondo la Guida 2015 dell'Espresso. Sono 2.700 tra ristoranti, trattorie, osterie e pizzerie recensiti dalla nuova pubblicazione con oltre 400 novità rispetto al 2014. E al top vi è proprio la nostra regione l'Emilia Romagna con i 19,75 dell'Osteria La Francescana di Massimo Bottura. Nel Reggiano ci sono molte conferme e alcune realtà nuove; si registra un discreto fermento sia in città sia in provincia. Tra le certezze con 14,5, l'oramai storico locale Mamma Rosa a San Polo. Definito dalla guida "un faro di mare nella provincia e non solo", Mamma Rosa oramai da anni con lo chef Antonio Torino propone una cucina eclettica a base di pesce freschissimo cucinato con cura da mani sapienti. Il suo principale punto di forza, oltre al pesce, è rappresentato dai prodotti della Puglia quali farine, olio extravergine di oliva e legumi prodotti dalla famiglia Nardò a Canosa di Puglia. Tra le certezze troviamo Ca' Matilde di Quattro Castella con 14, un ristorante segnato da uno stile inconfondibile con piatti leggeri dalla messa a punto armoniosa di molti ingredienti e in accostamenti originali. Tra le portate: insalata di moscardini, acetica panzanella, rucola e olive; raviolini cacio e pepe con dolci fave novelle; ghiotto e stinco di maialino da latte, cotenna croccante, senape e patate; la carta dei vini si consulta sul tablet. In città mantiene i 14 punti il Caffè Arti e Mestieri di Gianni D'Amato (in attesa del restauro del Rigoletto a Reggiolo). Offre ai clienti le preparazioni della cucina italiana classica e riferimenti territoriali riproposti con personale creatività. Un locale, per la prima volta in classifica l'anno scorso con il solo commento, quest'anno ottiene 14 punti: è il Rio Torbido situato nel comune di Casina. Degno di menzione è il pane di casa fatto con il lievito madre e piatti ben realizzati con il sapore al centro e i prodotti in evidenza. Secondo la guida "colpiscono la fragranza del crudo di scampi, gamberi viola e mazzancolle, l'originalità armoniosa dei ravioli di broccoli, ricotta con burro al peperoncino e sarde fresche, la levità della frittura di pesce." Sempre citanti con lusinghieri commenti gli storici locali, vale a dire: Bosco di Scandiano, l'Hotel Poli Alla Stazione di Castelnovo Sotto, Arnaldo Clinica Gastronomica di Rubiera; insieme a loro la Ghironda di Montecchio, l'Osteria di Scandiano dove tra le specialità si può degustare il baccalà in olio cottura con misticanza di arance, finocchio e sedano. Dopo l'ingresso in classica dell'anno scorso, si confermano la Badessa di Casalgrande, locale ricavato in un antico casello del Parmigiano; e ancora La Baita d'Oro di Castelnovo Monti, locale a conduzione familiare, con giovani figli in prima linea e mamma a dar supporto in cucina, alterna proposte della tradizione a suggerimenti più contemporanei; in provincia menzioniamo una novità: l'Eco del mare di Albinea caratterizzata da una pizzeria, che oggi, accanto ai tipi classici, sforna versioni gourmet con ingredienti scelti e pregiati nella farcitura. In città rimangono in classifica come l'anno scorso: Cadauno di via Squadroni e la Piccola Piedigrotta, mentre vi entrano per la prima volta: Fiorini.eat (via del Guazzatoio), la Cantina della Torre e Trattoria del Buontempone (viale Regina Margherita). In città sono menzionate: La Zucca di Via Gogol, l'Osteria Chilometro Zero (Via Don Grazioli), l'Osteria del Macellaio di Via Frank e la Trattoria Macelleria Fornaciari (via Amendola).
Giulia Bassi
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