Gazzetta di Reggio

MOSTRE

Ritratto di donne alla Collezione Maramotti

Cristina Fabbri
Ritratto di donne alla Collezione Maramotti

L'esposizione di Alessandra Ariatti e Chantal Joffe resterà aperta fino al 12 aprile

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REGGIO EMILIA. Il ritratto. Tanti artisti l’hanno affrontato nella storia dell’arte. E ora, a darne la loro personale interpretazione, sono Alessandra Ariatti e Chantal Joffe.

Dalle loro opere è nata infatti una mostra molto interessante che è ospitata alla Collezione Maramotti. Si tratta di un’esposizione in cui l’arte dell’una “osserva” e “dialoga” con quella dell’altra.

Quello del ritratto è una tradizione figurale che ha percorso ininterrottamente l’arte occidentale, e non solo, dal Quattrocento a oggi. Ma il ritratto, come investigazione dell’interiorità, oltre che delle fattezze, di una persona o personaggio, risale, ancor prima dell’epoca moderna, ai ritratti in marmo greci e romani; pur adattandosi all’evoluzione degli stili e delle forme, ha sempre mantenuto la necessità storica di testimoniare istanze di coesione o dissociazione sociale.

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I ritratti di Alessandra Ariatti e Chantal Joffe, posti in dialogo in questa mostra, sono molto particolari. La prima artista dipinge gruppi di figure che hanno una precisione iperfotografica, funzionale alla possibilità di sondarne la profondità psicologica e l’intensità di interrelazione umana. La Ariatti si sofferma essenzialmente sui volti e sull’accentuazione del loro costituirsi in un mini-nucleo sociale, sottolineato dal titolo generale che ha dato al suo gruppo di opere: “Legami”.

Differente è il progetto di Chantal Joffe che, nelle quattro opere esposte alla Collezione Maramotti, rappresenta invece, quasi ossessivamente, una sola figura e a tutto campo con pennellate estremamente sciolte che fondono i dettagli del viso, dei vestiti e dell’ambiente in un unico flusso pittorico. Dal titolo “Moll”, il soggetto è la nipote che l’artista ritrae ininterrottamente dalla nascita.

Gli occhi di Moll e gli occhi delle donne di Alessandra Ariatti catturano lo sguardo di chi le osserva.

La mostra resterà aperta fino al 12 aprile, è a ingresso libero ed è visitabile negli orari di apertura della collezione permanente (Giovedì e venerdì 14.30-8.30; sabato e domenica 10.30-18.30). Per ulteriori info: www.collezionemaramotti.it

 

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