Pienone per l’incontro con la Storia
Il professor Emilio Gentile ha parlato della “Prima guerra totale”
REGGIO EMILIA. «La grande guerra ha rivelato che la modernità ha due facce: l’uomo può raggiungere il meglio e il peggio di sé con gli stessi strumenti. I mezzi che usa per guarire li usa per uccidere. E oggi? La modernità ci concede di assistere a tragedie in televisione quasi con indifferenza». Non ha usato mezzi termini, ieri mattina alla Sala degli Specchi del teatro Valli, lo storico di fama internazionale e docente alla Sapienza di Roma Emilio Gentile. Ha dialogato con Mirco Carrattieri di Istoreco e raccontato il suo ultimo libro “Due colpi di pistola, dieci milioni di morti, la fine di un mondo. Storia illustrata della Grande Guerra”. «La prima guerra mondiale – ha ricordato lo storico – è stata anche la prima forma di emancipazione femminile: donne rimaste a casa sole coi bambini si sono ritrovate a svolgere anche il ruolo dei padri partiti per il fronte». Quello con Gentile è stato un viaggio tra passato e presente, iniziato dall’analisi delle cause scatenanti di un conflitto terribile e infinito i cui effetti hanno condizionato l’intero secolo: «La prima guerra totale» l’ha infatti definita Gentile. Che anche nel suo libro ricorda: «Il continente più progredito del mondo precipita nella guerra più feroce mai combattuta. Per 53 mesi, milioni di soldati vivono nelle trincee una quotidiana esistenza di degradazione e di orrori, massacrandosi in inutili carneficine di massa. È la catastrofe della modernità». Inevitabile l’accenno ai fatti di casa nostra: come quello delle officine Reggiane passate, nel periodo della guerra, da 2mila a 5mila dipendenti.
Cristina Fabbri
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
