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Rizzi, fotografo reggiano tra i “big” a Roma

Rizzi, fotografo reggiano tra i “big” a Roma

C'è anche lui a Roma al festival “Trip-Travel Routes In Photography” in scena alle terme di Diocleziano di Roma da domani al 18 dicembre

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ROMA. Tre segni forti di interpretazione personale del viaggio, tre stili spiccatamente marcati che raccontano Tokio, l’Australia e il Sud Africa dal punto di vista del viaggiatore intimo.

Per questa seconda edizione del festival fotografico “Trip-Travel Routes In Photography”, dedicato alla fotografia di viaggio e che sarà in scena alle terme di Diocleziano di Roma, dal 18 ottobre al 18 dicembre, la curatrice ed editor Arianna Rinaldo ha scelto anche un fotografo reggiano, Alessandro Rizzi.

Nato a Reggio Emilia, Rizzi ha pubblicato per il New York Times Magazine, il Time Magazine, Internazionale, D la Repubblica delle Donne, The Sunday Telegraph, Marie Claire, Amica, Velvet, Esquire e The Wall Street Journal Magazine.

Noto per aver esposto, in occasione dell’ottava edizione del festival di Fotografia Europea, “Theater Translation” sulla vicenda del Teatro Sociale di Gualtieri, Rizzi torna in Italia per esporre un altro suo lavoro, legato – come vuole il tema proposto dalla Rinaldo – alla fotografia di viaggio. Un progetto che, iniziato nel 2004, Alessandro ha proseguito ma senza volerlo terminare.

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«Sono partito dalla documentary photography, ma man mano che approfondivo e passava il tempo, la mia visione è diventata sempre meno documentaristica e sempre più personale, una forma artistica che si collega e si slega allo stesso tempo dal progetto iniziale».

In mostra, a Roma, alcune delle opere scelte di un progetto davvero ampio, “Tokio Days”: immagini immense (4 metri di larghezza) accostate ad opere di piccole dimensioni, per un lavoro più concettuale.

«Tokyo – dice – è l’unico altro mondo all’interno del mondo conosciuto. Un luogo mentale dove gli stessi perimetri fisici della città sembrano plasmarsi per diventare il palcoscenico delle storie e delle gestualità che vi svolgono. Ciò che appare come creato continua, in un’impercettibile variazione, a manifestare la propria interconnessione con il reale, decostruendo livelli di senso che credevamo stabiliti».

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Un progetto che è piaciuto ad Arianna Rinaldo, direttrice della rivista OjodePez e direttore artistico del festival di Cortona on The Move, che ha voluto gli scatti di Rizzi per la mostra romana; un’esposizione che lo scorso anno, alla sua prima edizione, ha sfiorato i 40mila visitatori.

E insieme a Rizzi ci saranno altri due fotografi di fama internazionale: Pieter Hugo e Narelle Autio. Ciascuno con un’intenzione e uno stile differente, forniranno le chiavi d’accesso a nuove esperienze di viaggio alla ricerca dell’identità, propria e dell’altro.

Info: www.alessandrorizzi.com.

Silvia Parmeggiani

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