Gazzetta di Reggio

DANZA

"Quadri di passione" e Sieni incanta i giovani

Giulia Bassi
"Quadri di passione" e Sieni incanta i giovani

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REGGIO EMILIA. «Abitate il gesto della danza e lasciatevi trasportare da esso» dice Virgilio Sieni ai ragazzi – tutti danzatori in erba – del Liceo Coreutico che hanno assistito allo spettacolo “Quadri della Passione” al Valli.

Conversa con loro toccando i punti nevralgici per farli acquisire una intimità speciale con il proprio corpo partendo da un breve gioco d’improvvisato.

Utilizzando una sorta d’ars maieutica, provoca Sieni con un atteggiamento sostenuto da una capacità raffinata di affabulare. Quello che comunque riesce a trasmettere è il senso della ricerca.

È stato questo, in sostanza, il contenuto dello spettacolo: momento finale del “Progetto cerbiatti del nostro futuro” al quale Sieni – coadiuvato dalla competenza di Stefania Figliossi – ha lavorato da febbraio con 18 ragazzi dagli otto ai 15 anni delle scuole Let’s Danza, Eidos e Progetto Danza, nell’ambito del Festival Aperto con cinque repliche di cui due per le scuole.

Secondo Sieni, se il danzatore si trova in un bosco, lui sa trovare la strada, poi la indica agli spettatori che devono catturarla con il loro sguardo. Durante lo spettacolo non solo il pubblico stava in palcoscenico con i danzatori, ma esso si confondeva con loro.

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Limite invalicabile erano sette quadrati dove piccoli gruppi – da due a cinque – creavano movimenti precisi e taglienti su un tappeto sonoro variegato espresso dal percussionista Michele Rabbia.

Uno spettacolo semplice e vero, che ha un suo culmine quando i gesti dei danzatori si sfogano agitando sbarre di legno, per poi sciogliersi nel finale placandosi in modo inaspettatamente dolce. Impeccabili i giovani danzatori: Anna Bottazzi, Rebecca Buratti, Mario Campus, Sofia Capacchione, Caterina Coruzzolo, Yasmine Cosentini, Gloria Dall'Aglio, Alberto Esposito, Sofia Fiaccadori, Arianna Frignani, Arianna Ganassi, Anna Grappi, Elena Grappi, Ilaria Incerti, Gaia Marcantognini, Federico Russo, Sofia Tito, Letizia Violi.

La “prima” per il pubblico era dedicata alla giovane studentessa del Bus Federica Morini, appassionata di teatro e danza, morta prematuramente: «Meglio non si poteva fare; un grazie di cuore – dice il padre Massimo – per la dedica da parte di un teatro che rispetta le disabilità perché senza barriere».

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