Gli Oblivion aprono la stagione al De Andrè
I cinque artisti che compongono questa giovane e già nota formazione presentano "L'Othello , la h è muta"
CASALGRANDE. Prende ufficilamente il via mercoledì 29 ottobre la stagione di prosa del Teatro De Andre e lo fa con un grande appuntamento.
Sul palco gli Oblivion in “Othello, la h è muta”. Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli ovvero gli Oblivion sono un gruppo di giovani artisti italiani che curano direttamente testi e regia dei loro spettacoli.
Introducendo un nuovo genere, una sorta di varietà musicale, reinventano e mescolano in maniera frizzante contenuti pop e culturali.
Due secoli di critica musicale e teatrale condensati in una rivoluzionaria scoperta: la differenza tra l’Otello verdiano e quello shakespeariano? E’ l’H….E così si compie il misfatto e il doppio bicentenario Verdi–Wagner viene comicamente profanato alla maniera degli Oblivion…
Un pianista - Denis Biancucci - con un piano ben preciso accompagnerà gli Oblivion in un percorso shakespeariano alternativo.
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Da Otello a BalOtello in tutti i Mori, in tutti gli Iaghi. La classica vicenda shakesperiana prenderà pieghe del tutto inattese e potrà capitare che i nobili personaggi verdiani si dimentichino i testi di Arrigo Boito per usare quelli di Mogol o di Zucchero!
Un progetto speciale con tanta musica e vocalità, arricchito dagli equilibrismi canori e dai montaggi beffardi, ma impeccabili di questi cinque formidabili attori e cantanti.
Come raccontare l’avventura di questi cinque irresistibili artisti, cantanti e attori, cabarettisti e comici, leggeri ma serissimi?
Sette anni intensi spesi nel teatro di rivista e nei musical, poi l’esplosione su Internet: ad oggi quasi 2 milioni di contatti ricevuti in due anni da “I promessi sposi in dieci minuti” geniale micro-musical messo on-line su You Tube dagli Oblivion per farsi conoscere in modo diretto dal grande pubblico.
La TV “orizzontale” di Internet spinge subito il teatro ad accogliere nel modo migliore il loro show, due stagioni di tour e oltre 200 repliche nei più importanti teatri e città italiane.
Migliaia di studenti impazziscono per le parodie culturali degli Oblivion da I promessi sposi, a Shakespeare in 6 minuti, da Dante a Pinocchio.
Gli Oblivion strizzano l’occhio al cabaret ma anche al cafè chantant, praticano una satira (di costume, ma non solo) così garbata da essere anche più corrosiva, inventano giochi tra musica e linguaggio.
Come numi tutelari il Quartetto Cetra e Rodolfo De Angelis, Giorgio Gaber e la follia organizzata dei Monthy Python, il tutto legato dalla sorprendente capacità vocale e interpretativa di un gruppo che fa della professionalità e della precisione scenica la sua linea guida.
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