"Novanta artisti per una bandiera" sbarca a Torino
L'allestimento nato dal progetto di CuraRe onlus per sostenere la raccolta fondi per il futuro ospedale della donna e del bambino
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REGGIO EMILIA. Il Tricolore e l’arte alla conquista di Torino.
È stata inaugurata ieri pomeriggio nel capoluogo piemontese la mostra “Novanta artisti per una bandiera”, la collettiva che in questi mesi sta attraversando l’Italia e che ha coinvolto artisti provenienti da tutto il mondo, ma che proprio a Reggio Emilia aspira a tornare per trovare la sua “casa” definitiva.
L’allestimento presenta le opere di novanta artisti contemporanei, italiani e internazionali. Ciascuno di loro ha adottato una delle bandiere esposte a Reggio in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia per la rassegna “Le strade della Bandiera”, inaugurata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 7 gennaio 2011 nell’ambito delle celebrazioni.
In seguito a quell’evento le bandiere vennero donate dal Comune all’associazione CuraRe onlus, la cui presidente Deanna Ferretti Veroni ha poi pensato di riproporle in chiave artistica approdando, insieme al curatore Sandro Parmeggiani, all’allestimento di una prima mostra, nel marzo 2013, ai Chiostri di San Domenico e successivamente a Modena e al Vittoriano di Roma.
Ora la mostra sbarca al Palazzo dell’Arsenale di Torino, splendida dimora sabauda che ospita oggi la Scuola di applicazione e istituto di studi militari dell’esercito Italiano.
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Al taglio del nastro, che ha coinciso con il via dell’anno accademico, oltre ai rappresentanti della Difesa, c’erano anche Ferretti Veroni e Parmiggiani. Con loro il sindaco di Torino Piero Fassino.
«Quella del Palazzo dell’Arsenale è forse la location più bella in cui è stata allestita la mostra – spiega il critico d’arte – Le opere sono state esposte in alcuni dei corridoi e delle pareti di questo splendido edificio e gli è stato dato uno spazio e un “palcoscenico” davvero di primo piano. Lo stesso generale Ruggero, che dirige la scuola militare, ha auspicato che questa mostra possa contribuire ad aprire il palazzo sabaudo ai cittadini, rendendola non una struttura chiusa, ma una finestra e una vetrina per la città: le scuole e i ragazzi sono tra i principali destinatari».
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Uno scopo ancora più nobile è quello di raccogliere fondi per la costruzione del MiRe, il nuovo padiglione per la maternità e l’infanzia che CuraRe sta realizzando.
Dopo questo lungo viaggio in tutto lo Stivale, resta ancora da definire quale sarà però il destino della mostra. «Auspico che trovi una collocazione definitiva, ma a oggi non c’è niente di deciso. Non sarebbe male che la trovasse a Reggio, proprio al Mire». (d.v.)
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