Lo stile originale dei Babilonia in "Jesus"
Uno spettacolo proposto alla Cavallerizza nell'ambito del Festival Aperto
REGGIO EMILIA. Con il suo stile e i suoi codici fuori dagli schemi, che spaziano dal linguaggio visivo al video, Babilonia Teatri è una compagnia che cerca di muovere la necessità e l’urgenza dell’interrogazione, facendo emergere conflitti, tensioni e corti circuiti mentali.
Così farà anche questa sera (ore 20.30), al teatro Cavallerizza, dove, nell’ambito di Festival Aperto, andrà in scena con “Jesus”, firmato da Valeria Raimondi, Enrico Castellani e Vincenzo Todesco. Sul palco la stessa Raimondi ed Enrico ed Ettore Castellani.
Dopo aver attraversato storie diverse e molto popolari, i Babilonia sono approdati naturalmente a «quella più pop in assoluto, con un personaggio così familiare da conoscerne tutti nascita, vita e morte».
Fatta la scelta, appena intrapresa la ricerca, si rendono subito conto quanto i comportamenti, i ragionamenti, in pratica tutta la nostra cultura sia permeata della figura di Cristo; in pratica «Gesù è ovunque!», dicono gli attori/autori della compagnia.
All’origine profonda di questa ultima opera c’è il tentativo di dare una risposta al mistero della vita e della morte sollevato con i suoi incalzanti “perché” dal piccolo Ettore.
Tutti conoscono svariati elementi della storia del nazareno. E lo spettacolo è stato realizzato proprio a partire dai racconti sulla sua vita, dalle sue parole e dalle sue azioni, cercando di risalire all’origine della religione cristiana «per capire – afferma la compagnia – da dove nasca il nostro bisogno di credere».
Si tratta di un confronto con un pensiero tramandato da secoli, e che nel tempo si è modificato, forse anche giungendo a contraddire se stesso. Per questo, è la risalita verso l’origine a rivelarsi necessaria per affrontare l’inquietudine insita in ognuno.
Info: www.iteatri.re.it.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
