Gazzetta di Reggio

La nostra memoria in scena al Valli

“Il sogno di una cosa”, un’opera teatrale a 40 anni dalla strage di Piazza della Loggia

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REGGIO. Quarant'anni fa, durante un comizio antifascista a Brescia organizzato dai sindacati in piazza della Loggia, una bomba nascosta in un cestino dei rifiuti esplose e uccise 8 persone e 102 rimasero ferite. “Il sogno di una cosa” è l'opera che ricorda quel tragico episodio e che va in scena stasera alle 20.30 e domenica alle 15.30 al teatro Valli. Musica di Mauro Montalbetti, libretto e regia Marco Baliani, regia video Alina Marazzi, scene e costumi Carlo Sala, disegno luci Stefano Mazzanti. L'Ensemble Sentieri Selvaggi è diretto da Carlo Boccadoro. In scena Marco Baliani, il soprano Alda Caiello; suono-azione di Roberto Dani, danzatori gli allievi del secondo corso di Teatrodanza, Teatro Scuola Paolo Grass di, Milano; coro Costanzo Porta di Cremona di retto dal maestro Antonio Greco. Lo spettacolo è una produzione Fondazione del Teatro Grande di Brescia, in coproduzione con Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, in collaborazione produttiva con Piccolo Teatro di Milano, IED Milano, con la collaborazione della Casa della Memoria Brescia, Fondazione Paolo Grassi. «Una commemorazione – dicono gli organizzatori dello spettacolo – non può che fondarsi su un atto forte di memoria, l’imperativo resta quello di non dimenticare ciò che accadde il 28 maggio 1974 a Brescia. Essere oggi testimoni vuol dire che quei fatti sono diventati racconto di un passaggio generazionale che diviene monito e civile appuntamento. Ma se limitassimo la nostra opera a questo, agiremmo ancora come vittime,col rischio di trasformare l’atto del non dimenticare in un esercizio retorico. Noi vogliamo invece compiere un tragitto diverso: una riflessione universale sulla violenza, sul potere, sull’infamia».

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