Gazzetta di Reggio

Viaggio nella musica della Grande Guerra

Viaggio nella musica della Grande Guerra

Tra gli interpreti, Antonio Ballista e il soprano Lorna Windsor

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Un percorso esaustivo e ricco, tra musica e testi poetici, lettere, riflessioni, per commemorare i caduti reggiani della guerra 1914-1918. Lo ha ideato, per Soli Deo Gloria, Carlo Perucchetti, che oltre ad essere violinista è anche studioso ed appassionato di storia. L'appuntamento dal titolo “Nei campi delle Fiandre musica della Grande Guerra” è per questa sera alle 21 alla Cavallerizza. Perucchetti che da anni crea programmi di questo genere - lo ha fatto in svariate situazioni con l'Ensemble “Il Teatro delle Note” della Fondazione Toscanini - si è avvalso di nomi di primo piano a partire dai pianisti Antonio Ballista, Massimo Giuseppe Bianchi, il soprano Lorna Windsor e Franco Castellano voce recitante. «“Nei Campi delle Fiandre, musica dalla Grande Guerra” offre, a cento anni dall'inizio della Prima Guerra Mondiale sul fronte occidentale, letture diversificate del conflitto: musicisti colti, cantori popolari, autori di canzoni, poeti, letterati, pittori, soldati con lettere e diari raccontano il vissuto di chi era in linea al fronte e di chi era a casa non mobilitato, come gli anziani e le donne; una prospettiva non scontata e per certi versi inedita di lettura della guerra» commenta Perucchetti che questa sera presenterà il programma. La peculiarità del concerto di questa sera oltre che nella lettura di alcuni stralci di lettere di soldati reggiani, sta nella presentazione di alcune musiche rinvenute nelle biblioteche europee, da parte del Centro Studi Musica e Grande guerra. «Sono opere di musicisti-soldati dai fronti e dai campi di prigionia durante la Prima Guerra Mondiale. La ricerca sta dando risultati inaspettati sia per quantità sia, soprattutto, per qualità delle partiture. Nella mobilitazione generale dei settanta milioni di uomini, figurarono naturalmente anche i musicisti, molti dei quali continuarono a scrivere, a suonare, a cantare indipendentemente dalle condizioni di vita cui erano costretti. Spesso quei brani, che provengono dalle più svariate culture musicali, sono accomunati invece dalla partecipazione emotiva dell'autore. Molti musicisti cambieranno stile proprio in quel contesto. La musica come uscita di sicurezza per salvare la propria sensibilità, per continuare a dare un senso alla propria vita».

Il programma quindi comprende musiche di autori noti quali Debussy (Berceuse héroïque e Noël des enfants qui n'ont plus de maisons) o Saint Saëns (Marche interallié op 155) quindi Ibert (Le vent dans les ruines), Casella (Pagine di guerra op. 25, Schulhoff (Grotesken op 21 - Dalle trincee dell'Altopiano di Asiago, 1917), Stravinsky (Sektanskaya - Canto dissidente) e Léhar (Piave march) insieme a diversi altri musicisti che hanno combattuto la guerra. Le esecuzione dei brani sarà intercalata dalla lettura di varie letture di poesie e brani prosa di Trilussa, John McCrae, Diego Valeri, Wilfred Owen, Ugo Betti, Clemente Rebora, Giuseppe Ungaretti. E ancora verranno proposte lettere del sottotenente Ettore Mazzelli di Reggio Emilia, del soldato Giosafatte Brindani di Barco di Bibbiano,e brani dal Diario di Luigi-Misdeo Catellani di Villa Argine-Cadelbosco Sopra. Le offerte che verranno raccolte al concerto saranno devolute al restauro dell'organo della Cattedrale.

Giulia Bassi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google