Da Bologna parte il progetto itinerante a caccia di “ricordi”
Grande Guerra, il presidente di Istoreco tra i curatori dell’allestimento : «Raccoglieremo documenti privati per un nuovo sito»
REGGIO EMILIA. Una mostra per non dimenticare i segni e le ferite lasciate dal conflitto e aprire una lunga serie di iniziative per ricordare la Grande guerra a 100 anni dal suo inizio. Inaugura stamattina, alle 11, nella sede dell’assemblea legislativa della Regione a Bologna, la mostra “#grandeguERra. L’Emilia Romagna tra fronte e retrovia”. All’evento presenzieranno l’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti, la presidente dell’Assemblea legislativa Palma Costi e il presidente dell’Istituto per la Storia del ’900 Ferruccio Parri, Alberto De Bernardi. Curatori dell’evento sono Carlo De Maria, Luca Gorgolini, Fabio Montella e il reggiano Mirco Carrattieri, presidente di Istoreco, che introdurranno la mostra animando una tavola rotonda. L’esposizione resterà visitabile sino al 20 novembre.
«Il tema della Grande guerra non è molto centrale nella memoria pubblica degli emiliano-romagnoli – spiega lo storico reggiano – Negli ultimi 10 anni però gli Istituti di storia della Resistenza di tutta la regione ci hanno lavorato assiduamente e la mostra nasce proprio da una di queste diverse proposte della rete degli Istituti di storia della Resistenza».
Com’è strutturata la mostra?
«Si tratta di un allestimento a carattere divulgativo, che si concentra su alcuni spunti relativi alle peculiarità della nostra regione in rapporto al conflitto. Ci sono 25 pannelli, divisi in 6 sezioni, che isolano i temi principali della mostra: gli emiliani in guerra; la presenza militare; il ruolo della politica; azioni; cura e sanità; assistenza e memoria».
Quali saranno le altre iniziative della giornata?
«All’inaugurazione parteciperanno diversi docenti e studenti delle scuole di tutta la regione, che presenteranno una serie di progetti sulla Grande guerra a cui le classi hanno lavorato nei mesi scorsi».
Ci sono altri eventi in programma?
«Dopo il 20 novembre la mostra inizierà un tour della regione, il che coinciderà con la seconda delle nostre proposte in campo: la seconda parte del progetto prevede che in corrispondenza con i vari allestimenti si promuova una raccolta di materiale e fondi documentari privati, che verranno documentarizzate e che poi dovrebbero trovare posto nella sede del Museo del Risorgimento di Bologna».
Sono previste altre forme di elaborazione del materiale?
«Stiamo aspettando di conoscere nel dettaglio il bando regionale, poi decideremo. Tra la varie idee c’è anche l’attivazione di un sito che dovrebbe permettere la consultazione del materiale raccolto».
La mostra farà tappa anche a Reggio Emilia?
«Sì. Al momento non c’è ancora una data precisa, anche perché sono diverse le iniziative che sono state organizzate in città: dallo spettacolo andato in scena domenica alla Cavallerizza, alla scuola di pace, fino all’allestimento nel padiglione San Lazzaro e diverse altre cose».
Daniele Valisena
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