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In Fiera ora è di moda l’arte contemporanea

In Fiera ora è di moda l’arte contemporanea

L’antiquariato regge alla crisi, ma le tendenze cambiano

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REGGIO EMILIA. C’è chi gira tra gli stand a caccia dell’affare della vita. C’è chi scruta. Cerca ma… in fondo si rifà gli occhi. «Troppo caro, niente», pensa tra sé e sé. C’è chi prova a incrociare lo sguardo complice del marito che «chissà, magari…». Poi c’è chi ci pensa su e torna dopo averci dormito la notte. E poi c’è chi invece va a colpo sicuro e, tac, acquista. Dopo avere un po’ trattato, torna a casa soddisfatto. È il favoloso mondo dell’antiquariato, quello vero, con tanti zeri che si può osservare in questi giorni al centro Fiere di Reggio Emilia dove è in corso fino a domani “Regium Antiquaria”, la fiera dedicata ai collezionisti, intenditori o semplici appassionati di antiquariato. Gli organizzatori si dicono soddisfatti dell’afflusso azzardando che addirittura ci sarebbe stata più gente degli anni passati. Pareri discordanti tra gli espositori. «C’era più gente gli altri anni», sostiene al contrario il titolare dell’Antichità Villa Fogliano. «Ma no dai, non ci lamentiamo, il primo sabato secondo me c’è stata più gente», ribatte Mirco Spaggiari della Galleria 900. E c’è chi guarda il bicchiere mezzo pieno: è il caso del gallerista De Bonis, «c’è meno gente ma realmente interessata».

Fatto sta che a Regium, che ha aperto i battenti sabato scorso, si sono visti visitatori e collezionisti giunti da varie parti d’Italia. E gli acquisti importanti non si sono fatti attendere: un quadro di Mario Sironi è stato acquistato da un collezionista di Portogruaro, un De Chirico è fino nelle mani di un acquirente di Bolzano. E si sono visti diversi imprenditori aggirarsi tra gli stand. C’è chi dice di aver notato ad esempio Franco Manfredini della Casalgrande Padana. Si contano visite dall’estero: sono arrivati alle Fiere anche degli spagnoli, inglesi e anche due giornalisti giapponesi.

L’offerta di certo non manca. Basta girare un po’ per accorgersi che il giardino delle meraviglie è davvero ricco di cose interessanti. E i prezzi variano. Si può stare sotto i mille euro se si acquista piccola oggettistica antica e si può arrivare agli oltre 300mila euro, a esempio, per una coppia di cassettoni intarsiati di Giuseppe Maggiolini, ebanista milanese del ’700. Di grande valore sono sicuramente i quadri di Sironi, che sono venduti tramite trattativa privata (si parla di circa un milione di euro), così come quelli di Balla. Poi ci sono diverse opere di Guttuso e qui si viaggia «dai 4 ai 10mila euro per le carte e dai 40 ai 100mila per le tele», come afferma il titolare della De Bonis di Reggio Emilia che, in mostra, ha una collezione solo di opere di Guttuso.

Dunque la crisi questo mondo la sente oppure no? «A differenza che in altri Paesi, da noi chi possiede mobili antichi è penalizzato da tutte le regole che ci sono – dice l’antiquario di Fogliano – Poi le mode cambiano, anni fa c’era stato un boom dell’antiquariato, ora è il momento dell’arte contemporanea». Gianni Barilli dell’Antichità di Cavriago sostiene che «si investe meno» e, se si accenna a un confronto con la Fiera di Parma, «beh non c’è proprio paragone, là c’è un riscontro internazionale». La signora dello stand D Lab di Ponte Enza tratta antiquariato da generazioni e, a proposito delle mode del momento, sostiene che «ora va molto l’idea di mescolare il moderno e l’antico, la moda gira». Infine Spaggiari della 900 è soddisfatto: «Io vendo pezzi del ‘900 e piacciono molto, anche ai giovani». Insomma, il mondo è bello perché vario, anche quello dell’antiquariato. Regium è aperta oggi e domani, dalle 10 alle 20.

Cristina Fabbri

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