Gazzetta di Reggio

A “FINALMENTE”

Marina D’Amato e l’infanzia ormai perduta

REGGIO EMILIA. Fanno le stesse cose degli adulti, si vestono come loro, guardano la tv, giocano con i videogiochi, navigano su internet, praticano gli stessi sport, parlano con un uguale numero di...

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REGGIO EMILIA. Fanno le stesse cose degli adulti, si vestono come loro, guardano la tv, giocano con i videogiochi, navigano su internet, praticano gli stessi sport, parlano con un uguale numero di vocaboli, usano gli stessi gesti, hanno pochi giocattoli ma moltissimi gadget. Sono i bambini dei nostri giorni, i bambini adulti, figli di adulti bambini. Più imparano, più rapidamente crescono, meno responsabilità hanno coloro che se ne dovrebbero prendere cura. Divorati dall’ansia, i genitori preferiscono delegare alla scuola, ai vecchi e nuovi media, alle tecnologie, all’associazionismo, il compito di accudire, crescere ed educare alla vita adulta. Perché esistono i bambini ma è scomparsa l’infanzia? Come sono e come dovrebbero essere gli adulti che hanno il compito di farli diventare grandi?

Di tutto questo si parlerà a Finalmente Domenica, l'appuntamento festivo delle ore 11 nella Sala degli Specchi del teatro Valli. Ospite del prossimo appuntamento la professoressa Marina D'Amato autrice del libro "Ci siamo persi i bambini" edito da Laterza. Con la professoressa dialoga Piergiuseppina Fagandini.

Marina D’Amato è professore ordinario di sociologia presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Roma Tre dove insegna Sociologia, Sociologia delle comunicazioni di massa, Sociologia dell'infanzia. Insegna anche all'Università Renè Descartes Sorbona Parigi 5, all'Università di Vincennes Parigi 8. Ha condotto ricerche in Italia, Francia, Gran Bretagna, Tunisia, Moldavia e Estonia.

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