Umberto Orsini è "Il Grande Inquisitore"
Al teatro Ariosto si apre la stagione di prosa nel segno dell’opera di Dostoevskij con il grande attore che già aveva vestito i panni di Ivàn Karamàzov in uno storico sceneggiato Rai
REGGIO EMILIA. "La leggenda del Grande Inquisitore", con Umberto Orsini, uno dei monumenti del teatro italiano, inaugura la stagione di prosa della Fondazione I Teatri (stasera, venerdì 7 novembre, e domani, sabato 8 novembre, ore 20.30, domenica 9 novembre alle 15.30) al teatro Ariosto.
La regia è di Pietro Babina. Non una rivisitazione del celebre monologo tratto da "I fratelli Karamazov", ma una riscrittura scenica intorno a Dostoevskij.
L’incontro di Orsini con Ivan Karamazov nel 1969, con lo sceneggiato prodotto dalla Rai diretto da Sandro Bolchi e adattato da Diego Fabbri, ha da sempre lasciato nel pubblico una grande ammirazione e il desiderio di poterlo reincontrare.
Umberto Orsini in questa edizione è di nuovo un immaginario Ivàn Karamàzov maturo che si misura, attraverso uno specchio, con il se stesso giovane.
In scena, accanto al doppio personaggio, Leonardo Capuano, un Mefistofele di eco faustiana con il quale l’Inquisitore si industria a classificare temi ossessivi quali fede, mistero, autorità, peccato e libertà.
Le parole del testo, qui asciugato le udiamo solo negli ultimi quindici minuti dello spettacolo; quando cioè Orsini le pronuncia in una Ted Conference, ovvero una delle lezioni pubbliche via web tenute da personaggi illustri nel mondo che in 18 minuti pronunciano discorsi per veicolare idee ritenute degne di essere diffuse.
Info www.iteatri.re.it
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