Vite sbobinate , Ghizzardi e gli altri “ingenui pittori” naif
BORETTO Il libro "Vite sbobinate e altre vite" è il risultato di una vita, quella di Alfredo Gianolio, trascorsa tra quella "razza" singolare ed ingenua che sono i naif della Bassa reggiana. A...
BORETTO Il libro "Vite sbobinate e altre vite" è il risultato di una vita, quella di Alfredo Gianolio, trascorsa tra quella "razza" singolare ed ingenua che sono i naif della Bassa reggiana. A Partire dagli anni '70, registrando su nastro e poi trascrivendo testimonianze e ricordi di questa schiatta di geni di candore, su suggerimento di Cesare Zavattini, Gianolio ha raccolto le memorie di una generazione di semplici ormai estinta, che costrinse l'accademismo a prendere atto di forme d'arte popolare e spontanea assimilabili per forza e dignità espressiva a quelle dell'arte "ufficiale". Un posto speciale, tra gli artisti autodidatti della riviera del Po e di "Vite sbobinate" è occupato da Pietro Ghizzardi, amico dell'autore. Ghizzardi, in forza della sua insopprimibile quanto spontanea volontà espressiva, divenne e resta tuttora uno dei maggiori artisti dell'art brut mondiale e sebbene quasi analfabeta con la sua autobiografia “Mi richordo anchora” (Einaudi, 1976) vinse il Premio Viareggio Opera Prima nel 1977. Il libro viene presentato domani alle 16 nella casa museo al Belvedere "Pietro Ghizzardi". Modera l'incontro Jean Talon, curatore per Quodlibet, con la partecipazione dI Alessandro Carri e la performance del fisarmonicista Paolo Gandolfi.
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