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Dalla libreria All’Arco #altrocheamazon: ed è subito successo

L’hastag ha ottenuto migliaia di adesioni da tutta Italia. «Vogliamo dimostrare che siamo diversi e pure migliori»


09 novembre 2014 Daniele Valisena


REGGIO EMILIA. «Cercavo un libro, ma non ricordo né il nome dell’autore, né il titolo, solo la copertina: mi può aiutare?». Nasce così, da un’esperienza di vita quotidiana in libreria, #altrocheamazon, l’hashtag lanciato dalla Libreria Dell’Arco che ha dato il nome a un piccolo movimento culturale che da Reggio Emilia si è allargato a tutte le librerie indipendenti d’Italia.

L’hashtag, viaggiando su Facebook, Twitter e Instagram, è ormai divenuto una bandiera e un simbolo per migliaia di lettori, che tramite esso affermano il proprio amore per un atto, quello di recarsi in libreria, che è ormai divenuto una scelta culturale, oltre che di consumo.

L’hashtag. «L’iniziativa nasce per marcare una differenza, non per scagliarci contro Amazon – spiega il responsabile della comunicazione della Libreria dell’Arco, Giulio Saltarelli – Vogliamo far vedere che siamo due realtà diverse e che, almeno secondo noi, proprio questa differenza ci rende migliori».

La porta che si apre su un mare di storie e parole da scoprire, il tepore all’ingresso del negozio, il profumo della carta stampata, i colori, il calore umano ed emozionale del contatto tra clienti e librai. Tutte esperienze che possono essere “archiviate” tramite un clic, da casa, come si può fare con Amazon. «Non vogliamo metterci in competizione con Amazon – aggiunge Saltarelli – noi offriamo un’esperienza, la competenza, qualcosa che può sorprendere, mentre Amazon offre un servizio per chi sa già cosa cerca».

Le parole dei lettori. «Continuo a pensare che la libreria sia migliore – afferma Rossella Benassi – Su internet ci sono un’infinità di informazioni, ma non c’è un mezzo per orientarsi: per quello ci vogliono i librai». «Internet e Kindle non mi affascinano molto – le fa eco Chiara Pancaldi – magari tra qualche anno li userò, ma per ora preferisco andare in libreria».

Non bastano la comodità, la convenienza economica e l’infinita possibilità di scelta che offrono i rivenditori online come Amazon a cambiare abitudini e convinzioni dei lettori.

«Starei qui tutto il giorno – conferma Anna Bozzini – Mi piace proprio entrare in libreria, sfogliare i libri, sentire l’odore della carta; Amazon lo uso anch’io, ma per quei libri, magari in edizione in lingua straniera, che qui in Italia non trovo». «Io sono qui per cercare qualcosa da regalare – spiega Giulia Mazzoni – solo girando e curiosando posso trovare l’ispirazione giusta». «Un libro va sfogliato – aggiunge Lisa Crispo – serve un contatto fisico, umano, c’è bisogno delle librerie».

Oltre ai libri sono dunque proprio le librerie, il loro ambiente familiare e chi le vivifica a renderle uniche. «A me piacciono perché ci sono le persone – chiude Enrico Pugliese – Anche il solo gesto di entrare qui e dare un'occhiata è qualcosa di particolare».

 

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