Gazzetta di Reggio

TEATRO

Le imprese di Odysseo al Valli per la Caritas

Giulia Bassi
Le imprese di Odysseo al Valli per la Caritas

Al teatro Valli Adriani e Somma interpretano "Il mio nome è nessuno" di Valerio Massimo Manfredi

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REGGIO EMILIA. Gli scritti di Valerio Massimo Manfredi indubbiamente si prestano a essere teatralizzati soprattutto se portano un soggetto forte come la mitica storia di Ulisse.

Ne è prova lo spettacolo “Il mio nome è nessuno – L’avventura di Ulisse – Il ritorno”, in scena stasera al teatro Valli. Si tratta di una riproposizione teatrale delle pagine più suggestive dell’omonimo testo edito da Mondadori - secondo atto della trilogia di “Ulisse” – interpretato dagli attori Isabelle Adriani e Sebastiano Somma, curato nella regia da Fabio Torrembini e prodotto da Michele Galli e dal reggiano Vittorio Palazzi Trivelli.

A proposito di questa secondo volume dedicato a Ulisse, così Manfredi ha detto in un’intervista: «Ho avuto due grandi difficoltà narrative: Omero nella seconda parte del racconto è sempre presente e inoltre l’elemento fantastico prende il sopravvento. E non potevo rappresentarlo realisticamente: non potevo fare del Ciclope un pastore guercio gigantesco e antropofago. Saranno i lettori a dire se ho trovato la soluzione. La particolarità di Ulisse sta nel fatto di essere un eroe borderline, l’ipostasi del genere umano».

Il primo volume “Il mio nome è nessuno – Il giuramento”, è stato pubblicato nel 2012 e la storia si fermava allo stratagemma del cavallo di legno introdotto dentro le mura di Troia per conquistare la città.

Dopo un anno Manfredi ci accompagna alla scoperta di ciò che accadde dopo la guerra, quindi narra il vagabondaggio di Odysseo, secondo quello che conosciamo da Omero. Ma dopo essere ritornato e aver fatto una carneficina dei “pretendenti” di Penelope, Manfredi va avanti immaginando che l’eroe riparta poco dopo come gli era stato profetizzato.

Si serve di un remo, appartenuto al suo compagno Polite, che incredibilmente gli arriva dal mare; parte per terre lontane e da lì la sua vita inizia quasi a diventare sfumata, non si capisce più quale sia il confine tra realtà e sogno.

E in effetti non si sa bene che cosa gli succeda, perché lo stesso Manfredi, ci dice che «Omero,sempre nel canto XI, immagina una seconda Odissea, non più di mare ma di terra, fango e polvere fino a un luogo misterioso e remoto in cui l’eroe avrebbe dovuto immolare al dio azzurro signore dell’abisso marino tre animali, chiudendo così per sempre la sua sfida temeraria e ammettendo la sua inferiorità di uomo di fronte a un dio. Di questo fantomatico poema, vero e proprio mistero della letteratura universale, non si è mai trovata traccia».

Addirittura non si capisce se Odysseo faccia questo percorso perché gli dei hanno deciso di dargli l’immortalità, che lo stesso Caplypso gli aveva offerto. È mai morto? Non si sa, o almeno nessuno ha mai scritto o raccontato nulla di quello che gli succede dopo essere ripartito.

Questa riproposizione teatrale il cui ricavato va in beneficenza alla Curia di Reggio Emilia per la Mensa del Vescovo e il restauro della vicina chiesa dei Santi Carlo e Agata, si avvale delle musiche di Cristian Carrara compositore molto profondo.

La scenografia, sarà arricchita dalle opere grafiche di Giulia Manfredi che animano lo sfondo del palcoscenico di immagini evocative, accompagnate da un gioco suggestivo di luci, colori e musiche che esaltano il racconto epico delle straordinarie avventure di Odysseo e dei cinque personaggi femminili – maga Circe, dea Calypso, principessa Nausicaa, regina Penelope, dea Atena – interpretati dalla Adriani e sottolineati dagli abiti disegnati appositamente da Versace.

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