Gazzetta di Reggio

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Walter Leonardi e gli A-Men fra segni di crisi e religione

RUBIERA. A quanto pare, c’è tutto in questo monologo onirico, ma attuale che, in anteprima, inaugura oggi alle 21 la stagione 2014-2015 del Teatro Herberia di Rubiera, promossa dalla Corte Ospitale,...

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RUBIERA. A quanto pare, c’è tutto in questo monologo onirico, ma attuale che, in anteprima, inaugura oggi alle 21 la stagione 2014-2015 del Teatro Herberia di Rubiera, promossa dalla Corte Ospitale, in programma questa sera alle 21. Matador e protagonista di questa pièce che gioca già sul titolo “A-Men, gli uomini, le nuove religioni e altre crisi”, è Walter Leonardi, comico milanese noto anche al pubblico cinematografico per il ruolo di protagonista nel film “La Luna su Torino” (regia Davide Ferrario, anno 2014). «Già la crisi! È la protagonista indiscussa dello spettacolo, intesa in tutte le sue sfaccettature. Si mette in scena la crisi, la crisi di un uomo, la crisi totale di tutto ciò in cui credeva di credere – spiega Leonardi – Il protagonista si rende conto che così non va bene, anzi, va proprio tutto male; prende atto della propria crisi davanti al pubblico e l'unica soluzione che gli viene in mente è quella di scappare dal palco. Ma cosa fare? Intanto mentre pensa il copri divano si trasforma in una bella donna di nome Jessica».

Tra i vari temi che tocca, A-men parla di religioni vecchie e nuove, di spiritualità vecchia e nuova, di amore e morte, di come trovare un proprio posto nel mondo. A-men si nutre di crisi passate e in divenire, è dunque in costante cambiamento. «È un vero intrattenimento per divertire il pubblico e far sì che il suo pensiero si distolga. Scorre la trama fitta scritta da me e Carlo Giuseppe Gabardini mentre si approfondiscono le varie religioni: dall’amore, al bar, allo stadio per arrivare ad un finale “clamoroso”, il sacrificio di in iPad». Il racconto comico basato su una contaminazione di linguaggi trova la sua corrispondenza con luci evocative ruote di bicicletta danzanti e burattini che fanno innamorare. (g.b.)

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