Disabilità & moda, Zeo Baldi nello staff
Sarà il parrucchiere reggiano a curare le acconciature alla sfilata milanese
REGGIO EMILIA. Moda e disabilità, chi lo ha detto che non si può? A febbraio, durante la Settimana della moda di Milano, sarà infatti organizzata una sfilata con modelle e modelli diversamente abili. Si tratta di un importante cambiamento del quale è testimone anche Zeo Baldi, il reggianissimo maestro dei capelli che in città ha diversi negozi di parrucchieri e una scuola per futuri hair stylist.
Proprio nei giorni scorsi, a milano, è stato presentato “Ftl Moda Loving You”, un nuovo concetto di moda, che rompe i tabù e porta in passerella modelli e modelle seduti, in piedi, e/o amputati, per far passare il messaggio che "il bello non ha limiti". A sostenere il progetto sono il Comune di Milano, Fabrizio Bartoccioni (Fondazione Vertical, la più riconosciuta fondazione italiana per la ricerca sulla cura per le lesioni midollari), Ilaria Niccolini e Maria Chieppa (di Ftl Moda) e Jack Eyers (Models of Diversity). La sfida? Portare sulle passerelle di febbraio 2015 di Milano e su quelle di New York, una collezione ideata a più mani da grandi stilisti e da stilisti emergenti. Ogni maison che aderirà proporrà un capo realizzato in due versioni, uno classico e l'altro concepito per persone con disabilità. Intanto la presentazione del progetto alla stampa è avvenuta la settimana scorsa con una sfilata di Gianni Tolentino, Nino Lettieri e Luciano Barbera. A occuparsi delle acconciature è stato lo staff di Zeo Baldi. «È un onore per me fare parte di questo importante progetto che stravolge il mondo della moda - commenta Zeo Baldi contattato al ritorno da Milano -. Le ragazze che ho pettinato mi hanno insegnato che la bellezza non è legata a un fatto fisico, la bellezza non conosce limiti». Zeo Baldi da una vita partecipa a sfilate ed eventi in giro per l'Italia e non solo. Con forbici e pettine ha realizzato acconciature a Dubai, così come a Mosca, in Messico e non solo. «Nessun evento mi ha mai emozionato così tanto - conclude -. Quando mi hanno chiesto di partecipare, ho accettato subito anche se non sapevo cosa mi dovevo aspettare. Poi sono tornato a casa convinto di una cosa: essere su una carrozzina o avere qualche menomazione non significa rinunciare allo charme».
Cristina Fabbri
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