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Lucic porta a Rubiera la sensualità anni '80

Cristina Fabbri
Lucic porta a Rubiera la sensualità anni '80

Domani sera al Matterello rivivono le atmosfere di "Nove settimane e mezzo"

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RUBIERA. Nela Lucic, deejay e attrice in diversi film di Tinto Brass e Pupi Avati, dà vita a una serata ispirata ai film sensuali anni Ottanta-Novanta e, in particolare, a “Nove settimane e ½” che fu un vero e proprio scandalo quando uscì nelle sale nell’86. In particolare Nela Lucic sarà al mixer con una selezione musicale a tema e sarà accompagnata dal dj Gianluca Piccinini Dolljk. Non mancherà anche uno spettacolo a sorpresa. Tutto questo domani (ore 22) al Matterello.

Cosa bisogna aspettarsi? Lo chiediamo a lei che sin da piccola ama la musica – «per me ha sempre contato moltissimo, sono cresciuta attraverso la musica, ha accompagnato e definito tutti i miei cambiamenti» – e che i più forse conosco come attrice, in particolare per la parte nel film erotico di Tinto Brass “Mon amour” del 2005.

Anche se ci svela che la sua passione per il mondo del cinema, della recitazione, è nata in un modo un po’ particolare, «è stata un po’ autoindotta», dice.

«Siccome mi dicevano che ero stonata e non avevo orecchio per la musica, mi sono autoconvinta che potevo essere brava come attrice. Mentre finivo di studiare all’Università, terrorizzata da qualsiasi lavoro normale, ho deciso di buttarmici seriamente».

Ed ecco che la prima occasione importante è stata quella con Tinto, nel 2005, «oramai tanti anni fa, quando purtroppo era già finita l’epoca delle attrici lanciate dal Maestro».

Che ricordo hai di quell’esperienza?

«Nell'insieme la valuto una bella esperienza, soprattutto perché ho avuto modo di conoscere questo cineasta sui generis e di apprezzarlo come artista e come persona soprattutto. Sono triste che Mon amour sia stato il suo ultimo film e che adesso lui non stia benissimo di salute. Gli porto un grande rispetto».

Qualche aneddoto?

«Una volta ero con lui a Parigi, in un ristorante, e iniziò a darmi dei consigli su come sedurre un cameriere scrivendogli un bigliettino. Io non ero per niente convinta, non era proprio nel mio stile ma decisi di farlo comunque, per gioco et voilà, il cameriere magicamente si prese una cotta seria che durò per anni (ride, ndr)».

Cosa pensi dei reggiani?

«Mi piace la vostra joie de vivre».

Cosa sarà proposto durante la serata?

«Omaggeremo il film che penso abbiano visto tutti, “Nove settimane e 1/2”. Non voglio svelare la sorpresa ma vi lascio immaginare che punteremo sulla sensualità. Dalla mia cercherò di avvolgere gli ospiti musicalmente attraverso i suoni di film passati che fanno riaffiorare dei ricordi, spero, piacevoli. Poi a un certo punto qualcosa accadrà. Non dico altro, ci vediamo là».

Hai qualche progetto in cantiere?
«In questo momento sto girando un film in Sicilia, che si chiama “La bugia bianca”. È un’opera prima del catanese Giovanni Virgilio».

 

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