“Skianto” all’Asioli apre con Filippo Timi la stagione di prosa
CORREGGIO. Venerdì 14 e sabato 15 novembre (ore 21) si apre la stagione di prosa del teatro Asioli di Correggio con “Skianto”, uno spettacolo di e con Filippo Timi. Un bambino chiuso in se stesso,...
CORREGGIO. Venerdì 14 e sabato 15 novembre (ore 21) si apre la stagione di prosa del teatro Asioli di Correggio con “Skianto”, uno spettacolo di e con Filippo Timi. Un bambino chiuso in se stesso, non articola le parole, non cammina, non riesce a esprimere quel che ha dentro. Una lesione cerebrale, che pare farti vivere in un altro mondo. Ci si chiede: “Chissà cosa pensa?”. Filippo Timi ha provato a capirlo.
Ha trasformato i silenzi, ha reso parola gli sguardi. Lo ha fatto con gli strumenti che ha: scrivere, cantare, recitare in un monologo intenso e denso, che ti tiene lì a vedere, ti fa ridere e commuovere, ti spinge un po’ più in là del sentire comune, dentro quel mondo fuori dal mondo, in quello che Timi crede possa esservi: i desideri nella normalità e quelli dei sogni, ballare come Heather Parisi e Miguel Bosè, cantare come Renato Rascel, muoversi come un pattinatore, con Candy Candy in sottofondo. La disabilità che si fatica a comprendere in fondo ci chiede questo: ascolto.
“Skianto” è una bella opera sulla disabilità, in mezzo fra teatro civile e di sentimento, una storia fatta di parole mai dette ma soltanto pensate, di intensi sentimenti costretti a restare inespressi, di sogni grandi e belli ma destinati a rimanere tali. Timi ci racconta una vita pronta a spiccare il volo a ogni passo, ma obbligata a rimanere inchiodata a un letto, a una sedia, alle braccia di un genitore, per colpa di un destino crudele. La disabilità non è nascosta, è esibita nell’intimo, quello più difficile da scoprire. Sulla scena prende così vita la doppia dimensione di questa vita: la prima, quella interiore, piena di vivacità e colori, di gioia di vivere ed emozioni; la seconda, quella per così dire reale, grigia e immobile, triste e silenziosa. Tutto ciò esplode con la consueta ma sempre sorprendente carica pop cui Timi ci ha abituati con il suo teatro.
Filippo Timi è attore, regista, scrittore. Ha vinto il premio Ubu 2004 come miglior attore di teatro under 30; è stato sulla scena Orfeo, Danton, Perceval, Satana; le sue ultime apparizioni teatrali lo vedono nella triplice veste di attore, regista e autore.
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