“Inferno Tube” è servito provocatorio e irriverente
Il film di Luca Carretti giovedì sera (ore 21) in prima visione all’Apollo di Albinea Al centro il rapporto uomo-donna in cinque episodi: protagonista il diavolo
ALBINEA. L’attesa è tanta. Ed è tangibile sui social. Dove “Inferno Tube” fa già parlare di sè ancora prima della “prima” di giovedì sera (ore 21) all’Apollo di Albinea. Per poi approdare in città al cinema Alcorso e ancora a Ferrara e Bologna. Queste per ora le piazze che, i presupposti ci sono tutti, dovrebbero moltiplicarsi nei prossimi mesi.
Perché “Inferno Tube”, il quarto lungometraggio made in Reggio griffato Gandolf Moovie e diretto da Luca Carretti, si annuncia provocatorio e irriverente. Al centro, il rapporto fra uomini e donne declinato in cinque episodi dove il diavolo, sì proprio lui, diventa una presenza costante attraverso la rete. E il sottotitolo di “Inferno Tube” è una promessa pericolosamente allettante. “La via più breve per il paradiso passa attraverso l’inferno”, questo l’incipit. E ancora: “Contro l’utopia del potere femminile, contro il cattolicesimo integralista e dogmatico, contro l’ipocrisia della fede oggi, contro la borghesia mascherata e benpensante, contro il fanatismo femminista... Inferno Tube, perché anche il diavolo ha la coda nella rete”.
Dopo “La leggerezza della farfalle”, “Lungo il fiume sull’acqua” e “Riflesso nell’ombra”, Gandolf Moovie sfodera un inquietante “Inferno Tube”. E non è un caso. «Inferno Tube - ci spiega il regista Luca Carretti - vuole essere una satira surreale e pungente sul rapporto uomo-donna e se il panorama indipendente è fatto di ovvietà, noi volevamo andare controcorrente, con un obiettivo preciso: muovere le coscienze». Ma le dichiarazioni “contro il potere dell’utopia femminile” e “contro il fanatismo femminista” potrebbero suscitare qualche malumore... «Noi ci speriamo - continua il regista - perché affrontiamo un tema, quello del rapporto tra uomo e donna ma anche quello delicatisismo del femminicidio, con un approccio che non ti aspetti. Sì, anche il femminicidio viene affrontato in modo umoristico, e questo per smuovere qualcosa nel pubblico e combattere i luoghi comuni».
Il valore aggiunto è dato dalla statura degli interpreti,tutti reggiani, molti dei quali attori di teatro. Ciak si gira con Antonio Grieco, Silvia Piccinini, Stefano Papa, e ancora Federico Papa, Veronica Vacondio, Viviana Tommolillo, Sebastiano Agricola, Silverio Scognamiglio e Patrizia Ficarelli. Per informazioni sulla “prima” di giovedì all’Apollo: tel. 345/4020702.
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