“Rigoletto” per la Far in un’originale esecuzione in trio
REGGIO EMILIA. Capolavoro assoluto del teatro lirico, tra le opere di Verdi, Rigoletto tiene il posto della Sinfonia Eroica in quella di Beethoven. In alcuni momenti troviamo forme nuove, o quando...
REGGIO EMILIA. Capolavoro assoluto del teatro lirico, tra le opere di Verdi, Rigoletto tiene il posto della Sinfonia Eroica in quella di Beethoven. In alcuni momenti troviamo forme nuove, o quando in altri, le vecchie forme sono dissolte in una prospettiva più vasta. Questi sono alcuni fra i motivi d’interesse che hanno indotto Viktor Derevianko, professore presso l’università di Tel Aviv, solista e camerista di fama mondiale, a trascrivere l’opera per violino, violoncello e pianoforte.
Un’impresa ardua, quanto singolare che tuttavia ha dato i suoi frutti, poiché ha trovato entusiastici riscontri. Derevianko insieme a Mihaela Costea e Diana Cahanescu, rispettivamente spalla e primo violoncello della Filarmonica Toscanini, che come klaviertrio Rénaissance sono protagonisti di concerti dall’elevata qualità, presenta il “suo” Rigoletto, stasera (alle 20.45) nell’ambito dei concerti della Far-Studium Regiense, nella chiesa di san Filippo.
«Con questo Rigoletto ho voluto fare una trascrizione che non sia solo qualche aria o duetto o pezzi singoli, ma creare un pezzo come una sinfonia o sonata con uno sviluppo dall’inizio alla fine, un racconto molto drammatico, con più parti più soggetti, duetti , quartetti – spiega Derevianko – Tra l’altro la fine del lavoro e coinciso con il 2013 l’anniversario verdiano. Sono state tante le difficoltà, prima di tutto la lunghezza dell’opera. Non ho voluto tagliare pezzi importanti. Ho voluto realizzarla tuttavia in toto, con i recitativi e i cori, non solo le arie. A parte questo, sembra facile trascrivere un’aria per voce e pianoforte ma per trio è più difficile: penso a esempio al “particolare” coro “zitti, zitti” dove tutto deve essere molto corto; l’effetto viene realizzato con i pizzicati del violino e violoncello. Qualche volta ci sono voluti gli effetti speciali come l’orologio, le campane o la voce di Rigoletto in “Ch’hai di nuovo Buffon?”, realizzata con gli armonici degli archi o suonato “al ponticello”. È stato più semplice inoltre “assegnare” ai tre strumenti, i personaggi principali: Gilda soprano al violino, Rigoletto baritono al violoncello e il Duca al pianoforte chiamato anche a “coprire” la parte orchestrale. Fa da collante il motivo della maledizione che magnificamente percorre tutta l’opera».(g.b.)
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