Gazzetta di Reggio

MUSICA ROCK

«Con irriverenza e ironia vi parlo di me in “10 minuti”»

Miriam Figliuolo
«Con irriverenza e ironia vi parlo di me in “10 minuti”»

È uscito il primo album da solista del chitarrista Manuel Rinaldi (ex Papilla): «Mi sono messo alla prova e ho fatto bene. Così mi si è aperto un mondo»

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REGGIO EMILIA. Sonorità rock e testi irriverenti e ironici.

È la riuscitissima alchimia dalla quale prendono vita le undici tracce del nuovo album, il primo da solista, di Manuel Rinaldi, cantautore nostrano, uscito ieri e anticipato dal singolo “Cioccolata”, già in radio.

Rinaldi vanta una già lunga carriera, iniziata da bambino, quando imbraccia la prima chitarra, e proseguita con i “Papilla” band punk-rock di cui è stato anche il fondatoreda; e vanta, anche per questo ultimo lavoro, importanti collaborazioni.
Sei di Guastalla, ma l’ispirazione per lanciarti da solista l’hai trovata in Inghilterra. Come mai?

«L’esperienza inglese è arrivata in un momento non facile, in cui non sapevo bene quale strada prendere. Così ho deciso di partire. Solo. Mi sono messo alla prova ed è stata la scelta più azzeccata. Quando sono tornato ho scritto l’album, così di getto, in pochissimo tempo. E la canzone che gli dà il titolo “10 minuti”, non a caso, caratterizza tutto il lavoro, un disco nato di pancia e preso di petto».

Cosa c’è in questo lavoro delle esperienze passate?

«“10 minuti” per me segna una nuova partenza. Si chiude un ciclo e se n’è riapre un altro. Sicuramente c’è il genere: il Rock. Ma nella mia esperienza musicale a un certo punto è entrato anche il pop (è del 2009 il singolo “Giornata diversa” per Moltopop, ndr)...»

Come definisci la tua musica? Da chi trai ispirazione?

«Per il sound amo definirla Brit-Rock: il panorama musicale di riferimento è quello inglese a partire dai Killers. Per i testi mi ispiro a Vasco Rossi, il mio mito di sempre, Franco Battiato, Rino Gaetano la loro irriverenza e l’ironia».

Fabio Ferraboschi, Cris Maramotti, Gianni Di Bella. Sono collaborazione di livello. A chi sei più legato? E perché?

«Sono tre grandissimi. Cris è un talentuoso chitarrista (ex di Piero Pelù, ndr) e arrangiatore. È stato il mio maestro. Di Bella (nel 2007 collabora con lui a un brano che lo fa entrare all’Accademia di Sanremo, ndr) è stata una parentesi, ma lo ricordo con tantissimo piacere perché è una grandissima persona. Ferraboschi (sua la produzione artistica dell’ultimo album, bassista de “i Rio” e importante autore di testi, tra cui “Invisibili”, con Cristiano De André, ndr) è un artista a 360 gradi. Ci siamo ritrovati dopo anni e devo dire che non poteva essere persona migliore a produrre questo cd».

Progetti per il futuro?

«Nessun concerto fino a dicemtre. Poi partirà il tour a inizio 2015. E ci sarà il lancio del secondo singolo».

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