Gazzetta di Reggio

TEATRO CITTADELLA DI MODENA

Docenti UniMoRe recitano “L’aureola” del prof Ossicini

MODENA. Scienziati recitano scienziati in uno spettacolo scritto e diretto dal professor Stefano Ossicini, ordinario di fisica sperimentale all’università di Modena e Reggio Emilia che, oltre alla...

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MODENA. Scienziati recitano scienziati in uno spettacolo scritto e diretto dal professor Stefano Ossicini, ordinario di fisica sperimentale all’università di Modena e Reggio Emilia che, oltre alla passione per le scienze, rivela quella per il teatro.

“L’Aureola: Newton, Huygens e la Natura della Luce” è l’ultima fatica prodotta dal docente che ambienta lo scritto nel Seicento, immaginando una sfida dialettica fra Newton e Huygens sulla natura della luce. L’opera, interpretata oltre che dallo stesso Ossicini, da altri due docenti dell’UniMoRe, la professoressa Franca Manghi docente del dipartimento di fisica, informatica e matematica e dal dottor Matteo Bertocchi docente del dipartimento di scienze e metodi dell’ingegneria, viene rappresentata stasera alle ore 21 al Teatro Cittadella (piazza Cittadella 11) di Modena.

Dopo aver portato alcuni anni fa sulle scene un’inedita Marie Curie, il professor Ossicini ha ora costruito uno spettacolo teatrale in cui immagina, in una Londra di fine Seicento, un dialogo serrato fra Isaac Newton e Christiaan Huygens, i due grandi scienziati fautori delle due scuole contrapposte, che si confrontano, sfidandosi sulla natura della luce, composta di particelle secondo il primo, prodotto di onde ad opinione del secondo.

«Huygens e Newton – sottolinea Ossicini – faranno sfoggio di tutte le loro conoscenze e delle loro abilità manuali per uscire vittoriosi, convincere l’avversario e il pubblico e così coprirsi di gloria eterna. Assieme a loro sarà la dea Fama pronta a dialogare con gli attori, a riassumere e commentare le loro storie, a rappresentare un punto di vista esterno. E che, approfittando della sua possibilità di viaggiare nel tempo e nello spazio, permetterà ai due contendenti e al pubblico di seguire nel tempo l’evolversi delle loro teorie scientifiche». Lo spettacolo, realizzato all'interno del Mese della Scienza, in collaborazione fra Università (il piano lauree scientifiche) e le biblioteche del Comune di Modena, introduce l’Anno mondiale della Luce, proclamato per il 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

«La luce – conclude il professor Ossicini – è un fenomeno fisico familiare all’uomo dai tempi della prima coscienza, ma fino al secolo scorso ancora sconosciuto nella sua natura profonda: sulla quale, tra mito e scienza, ci si interroga fin dall’antichità. Scienziati illustri si sono giocati la reputazione con teorie fra loro divergenti, confermate o smentite, nel tempo, da esperimenti fondamentali. Ogni volta che la scienza ha ritenuto di aver messo un punto fermo sulla luce, l’osservazione del mondo naturale ha imposto di scrivere un nuovo capitolo».

Ossicini, oltre che docente universitario, è ricercatore all’Istituto Nanoscienze del Cnr di Modena e presso il Centro EN&TECH di Reggio Emilia su risparmio energetico ed energie rinnovabili.

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