I “Giardini segreti” della Calò da Reggio Emilia all’Europa
Inaugurata a Genova la mostra vincitrice del Circuito Off di Fotografia Europea L’allestimento sarà proposto anche ad Amsterdam e ad Aix En Provence
REGGIO EMILIA. Da Reggio Emilia a Genova, da Genova ad Amsterdam e dall’Olanda a Aix En Provence. È un tour europeo quello che percorrerà “Secret Garden” con gli scatti della fotografa Alessandra Calò che, dopo il successo riscosso proprio a Reggio Emilia – dove la mostra era stata presentata in anteprima per il festival di Fotografia Europea – da pochi giorni e fino al 31 gennaio prossimo sarà disponibile anche per il pubblico genovese.
È infatti stata appena inaugurata la mostra “Secret Garden” alla VisionQuesTGallery di Clelia Belgrado e il progetto della Calò ha riscosso subito un notevole successo.
Gli scatti, dicevamo, erano stati presentati per la prima volta a Reggio, nel negozio “Il Cardo” in via Emilia San Pietro, nel corso della più importante manifestazione fotografica reggiana, ed Elio Grazioli e Gigliola Foschi avevano assegnato alla Calò e alla curatrice, Valentina Ferretti, il primo premio nella Sezione Off del festival.
Ora la mostra muove i suoi primi passi all’esterno dei confini reggiani ed esposte a Genova dove sono ora allestite alcune delle opere già viste a Reggio Emilia, ma anche inedite fotografie che la Calò ha ricercato e ripreso da antichi album di famiglia.
Ognuna delle opere è stata minuziosamente ricostruita, inserita in un cubo nero, nella cui facciata frontale è stato inserito un negativo su lastra di vetro, raffigurante una donna dei primi anni del secolo scorso. Il risultato è un oggetto ricercato, dove la fotografia si unisce alla sua “cornice” come se fosse una finestra che allo stesso tempo nasconde e svela il giardino segreto disegnato da Alessandra sulla lastra al suo interno.
Ad impreziosire e arricchire di significato l’opera, il fatto che ognuna poggia su una struttura in ferro dotata di cassetto dove, al suo interno, è custodita una breve opera letteraria scritta da una donna per una donna.
«Differenti per età, professione, le mie scrittrici hanno dato un nome alla figura “adottata” – spiega Alessandra Caò – ne hanno interpretato lo sguardo e, parlando in prima persona, hanno immaginato l’altra, mescolandola con sé stessa: le hanno dato, cioè, pensiero e voce».
Tra le 23 scrittrici che a oggi hanno partecipato al progetto ci sono Mari Accardi (attualmente finalista al Premio Settembrini, già vincitrice del Premio Subway-Letteratura), Emmanuela Carbè (Premio Campiello), Mara Redeghieri (voce degli Üstmamò), Francesca Amati (cantautrice dei Comaneci e degli Amycanbe); Beatrice Baruffini (attrice al Teatro delle Briciole e Premio Scenario) e Faezeh Mardani (traduttrice delle opere di Abbas Kiarostami e Forugh Farrokhzad).
«Si tratta di un’installazione di tredici opere che fanno riaffiorare emozioni e pensieri dimenticati», spiegano la fotografa e la curatrice, Valentina Ferretti.
«Nel nostro mondo così attento all’esteriorità, all’immagine che diamo di noi stessi, nel tempo in cui il selfie sembra essere il passatempo più di moda, trovare la chiave che apre il giardino segreto custodito dentro di noi può non essere cosa semplice».
Per informazioni si può contattare la VisionQuesT contemporary photography al +39 0102468771, oppure scrivendo a info@visionquest.it; ma è possibile anche visitare i siti internet www.visionquest.it e www.alessandracalo.it.
Silvia Parmeggiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
