Gazzetta di Reggio

Il mondo a fumetti di Zerocalcare alla libreria all’Arco

Adriano Arati
Il mondo a fumetti di Zerocalcare alla libreria all’Arco

REGGIO EMILIA. Raccontare, e raccontarsi. Lo fa molto bene ZeroCalcare, nome d'arte di Michele Rech, il bravissimo fumettista toscano ma romano d'adozione che negli ultimi anni si è trasformato in un...

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REGGIO EMILIA. Raccontare, e raccontarsi. Lo fa molto bene ZeroCalcare, nome d'arte di Michele Rech, il bravissimo fumettista toscano ma romano d'adozione che negli ultimi anni si è trasformato in un culto e nemmeno. E che fra ieri sera e oggi pomeriggio si è raccontato e si racconta davanti al pubblico reggiano. Nella serata di ieri nelal biblioteca di Reggiolo, in una delle tappe più attese della rassegna itinerante Autori In Prestito e oggi pomeriggio completerà il giro alle 15 alla libreria Dell'Arco, in via Emilia Santo Stefano.

Per il 31enne disegnatore è un ritorno in Italia dopo un'esperienza molto significativa vissuta nel cuore dell’attuale guerra in Medio Oriente, in Turchia, a pochissima distanza dalla città martire curda di Kobane. «Per me è stata un'esperienza particolare, anche perché io faccio fatica a staccarmi da Rebibbia, da casa mia, mi sembra sempre che sia il centro del mondo. E invece ti rendi il conto che è altrove dove succedono le cose, quelle che segnano l'oggi», rivela Zerocalcare. «Ora vedrò come narrare il tutto. Doveva essere un resoconto di quindici pagine, adesso è già molto più lungo, comunque entro la Befana dovrebbe uscire».

Ora, il rientro in patria e il viaggio per Reggio Emilia, con un compito difficilissimo: «per Autori in Prestito mi è stato chiesto di disegnare le mappe che mi hanno segnato, di raccontarmi così. E un po' mi ha spaventato: all'inizio ho fatto enorme fatica ad abituarmi ad incontri pubblici con domande, mi faceva un po’ paura l'idea di raccontarmi in libertà. Mi sono preparato sino all'ultimo», racconta divertito.

La formula creativa di Zerocalcare è piuttosto insolita per l'Italia, con l'uso del suo sito web come “specchio” dove mostrare le singole tavole che poi spesso diventano opere complete, dal respiro più ampio. Ma, allo stesso tempo, squarci di attualità, di satira politica: «cerco di raccontare quello che vedo e noto, sono uno che crede che i panni sporchi vadano lavati in casa. E siccome non mi piace mettere in croce la mia parte, politica e ideale, preferisco prendermi in giro da solo, mettendo in evidenza le mie pecche».

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