Don Giovanni, scoppia la polemica
Applausi e contestazioni a Vick. Vacis: «Un inno alla libertà, anche di proporre cose come questa»
REGGIO EMILIA. «“Mettere al bando” ha pochissimo a che fare con la lirica», questa la prima battuta a caldo del direttore artistico della Fondazione “I Teatri” di Reggio Emilia dopo le polemiche seguite alla prima del “Don Giovanni”, per la regia di Graham Vick. Commenti di perplessità se non di aperta disapprovazione si sono levati fin dalle prime battute, giovedì sera, quando è andata in scena la prima delle due rappresentazioni in programma (la replica è stasera), dello spettacolo, che è tra i gioielli della stagione lirica di quest’anno a Reggio Emilia. Alla fine, però, tanti applausi.
Disapprovazione che, se non è sfociata in aperta contestazione la sera dell’opera, ha però dato origine a un dibattito acceso proseguito per tutto il giorno di ieri anche a “colpi” di post sui social network.
Un confronto tra i pro e i contro la provocatoria interpretazione del testo mozartiano fatta dall’inglese Vick.
Tra i “contro” emblematica è la posizione espressa dal professore dell’università di Bologna Piero Nasuelli, e messa nero su bianco in un’e-mail indirizzata alla Gazzetta: «L’opera Don Giovanni è stata oggetto di uno scempio inaudito», «la regia nulla ha compreso» e «il regista andrebbe messo al bando». A questa fanno da contraltare alcune “recensioni” più che positive di altri spettatori che hanno lasciato i loro commenti anche sul nostro sito: «Complimenti al cast e alla regia», «Un bel Don Giovanni, attuale più che mai».
«Teniamo presente anche i commenti positivi», ha infatti sottolineato Vacis che non si è sottratto a rispondere alle dichiarazioni polemiche. E visto che di futuro della lirica si parla il direttore artistico, giustamente, puntualizza: «“Mettere al bando” ha pochissimo a che fare con la lirica. Per il resto ognuno ha le sue opinioni. E proprio grazie al fatto che qualcuno nel ’700 ha cominciato a parlare di libertà, la regìa ha potuto applicare una libera interpretazione del testo. Una regìa, a mio parere, ottima».
Un parere non qualunque, considerati gli anni trascorsi da regista e docente di regia, anche se viene da chi ha la “responsabilità” sull’ok allo spettacolo. «Non dico altro», conclude Vacis. Ma forse no. Infatti cede alla tentazione e aggiunge: «Ci affidiamo al pubblico. Nel bene e nel male. Il brulichìo di commenti di ieri sera (giovedì sera, ndr) è estremamente positivo. Pensiamo anche che il trasgressivo Don Giovanni di Vick è arrivato dopo il tradizionale Madama Butterfly di Giulio Ciabatti. Nella contemporaneità, proprio grazie alla libertà, è possibile la molteplicità delle interpretazioni».
Il professore di Bologna? «Non penso sia venuto per Madama Butterfly. Speriamo che torni».
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