«La libertà non è farsi di eroina»
Il professor Piero Nasuelli dell’università di Bologna ieri ha scritto una lettera alla Gazzetta della quale riportiamo i passi salienti. «L’opera è stata oggetto di uno scempio inaudito. Il...
Il professor Piero Nasuelli dell’università di Bologna ieri ha scritto una lettera alla Gazzetta della quale riportiamo i passi salienti. «L’opera è stata oggetto di uno scempio inaudito. Il messaggio che fa grande l’opera mozartiana è universale e “senza tempo”. La parola “libertà” è pronunciata solo poche volte, verso a fine del 1° atto, e sembra, al giorno d’oggi banale, ma quando Da Ponte ha scritto l’opera era il 1787 due anni prima della Rivoluzione Francese. Mozart con la sua musica ne ha sottolineato l’importanza e l’universalità riuscendo a trasmettere a tutti i principi sanciti nella “Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America” : Questa è la “Liberta” cantata da Mozart non quella di farsi di eroina e sniffare cocaina.
Di oscenità se ne contano a decine. Da spettatore nulla ho potuto apprezzare della musica e del canto troppo preso da scene e schiamazzi concepiti da un regista che andrebbe messo al bando. Se la rappresentazione delle opere liriche è questa allora non c’è futuro. Meglio chiudere, si fanno meno danni».
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