Gazzetta di Reggio

Ally: «Canto per combattere la violenza sui minori»

di Miriam Figliuolo
Ally: «Canto per combattere la violenza sui minori»

L’ultimo brano della cantante reggiana Alice Pigozzi s’intitola “Il più debole” E’ stato scelto come “inno” dall’Inpef (Istituto nazionale pedagogia familiare)

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REGGIO EMILIA. Il brano “Il più debole” che fa parte del nuovo album “Italopop” di Ally, nome d’arte di Alice Pigozzi, è stato scelto come “inno” delle battaglie di Inpef, Istituto nazionale di pedagogia familiare, e l’associazione culturale Sanremo Music Classic, che insieme portano avanti la lotta contro i soprusi sui minori. “Il più debole” è stata la parola chiave della conferenza che ha ufficializzato il connubio tra queste due realtà nazionali e la cantautrice reggiana, tenutasi a Bologna qualche giorno fa. «Abbiamo tessuto una nuova rete, quella delle note musicali. Ancora una volta la musica come linguaggio universale» hanno detto Vincenza Palmieri, presidente di Inpef, e Monia Gambarotto, di Smc. A Roma venerdì sera il galà all’hotel Scheraton con la presenza di numerosi artisti che collaboreranno a un altro progetto lodevole: una compilation sui diritti dei minori.

Ci eravamo lasciati con la partecipazione di Ally al festival internazionale della canzone di Viña del Mar (Cile) e i festeggiamenti per la Bagnolese. Da allora è successo qualcosa di importante. Cosa?

«E' successo che è uscito il mio album "Italopop". E' uscito da due settimane. "Italopop" è anche il titolo del brano che abbiamo portato in Cile, che ha segnato un percorso importante, ha rappresentato l'Italia, ma è anche un nuovo genere, il mio. Quindi lo abbiamo tenuto come titolo dell'album, perché è il nuovo modo di fare cantautorato. Io sono cantautrice, rappresento l'Italia e il mio genere è il pop con sonorità elettroniche».

Non c'è stato quasi tempo di festeggiare che già siete in prima linea per un nuovo progetto. Di che si tratta?

«Noi conoscevamo già Monia Gambarotto, parte attiva in questo progetto con Inpef (presidente di Smc). L'abbiamo chiamata per farle sentire l'album. L'ha colpita il testo di "Il più debole". Ha detto: "Sarebbe perfetto per rappresentare il messaggio di Inpef". Lei quindi ha fatto da tramite con la presidente Vincenza Palmieri. Una persona tosta, psicologa, pedagogista e avvocato. Con lei abbiamo ora anche altri progetti. Anche lei è rimasta entusiasta. Anche in conferenza stampa è partita da alcune frasi del mio testo per lanciare domande e sviluppare risposte. Tipo: “Arroganti, venduti, fottuti, corrotti". Queste parole erano l'unico mio dubbio, trattandosi di bambini… Poi in Inpef mi hanno detto che in questo settore c'è molto marcio, c'è chi approfitta del proprio ruolo per guadagnarci: queste quattro parole sono dirette a loro».

Parliamo di bambini maltrattati e infanzia violata. Come s’inserisce la musica pop nel progetto dell'Inpef?

«In realtà il testo è bello tosto. Parla fondamentalmente di rispetto. Il tema che associa i bambini al brano è il fatto che anche i bambini vanno rispettati e ascoltati, hanno dei diritti che spesso vengono meno. Il brano è molto diretto in questo senso anche se non è stato scritto per questo tema. Va a difesa del più debole. Che deve reagire e dire la sua».

Come mai ti è venuto in mente questo tema?

«E' l'unico brano dell'album che mi è venuto di getto. Eravamo in ritiro in montagna io e Lorenzo: nascono così le nostre composizioni. Lui suonava un giro di chitarra e gli ho detto: "Aspetta, aspetta…". E ho cominciato a scrivere di getto. Come se qualcuno mi stesse dicendo cosa scrivere. In realtà è una ribellione... perché ognuno deve potere esprimere le proprie opinioni».

Esperienze personali?

«Sì, anche. Ma alla fine è risultata perfetta per i bambini e le famiglie. La musica si lega a questo messaggio perché diventa un'arma da mettere in rete. Uno strumento per arrivare più direttamente alle vittime ma non solo».

Cosa succederà ora?

«Uscirà anche una compilation sui diritti dei minori e umanitari. Un progetto insieme ad Agesci. Ci saranno Danilo Sacco, Marco Baroni che ha scritto un pezzo sul randagismo, il rispetto degli animali. Il mio pezzo. Tanti artisti emergenti. La musica darà ancora più forza per arrivare ai giovani. Si parlerà anche di bullismo, delle case famiglia... e di quello che purtroppo finisce per diventare un business».

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