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Al Just Cavalli a Milano sold out per le opere di Graziella Schenetti

Al Just Cavalli a Milano sold out per le opere di Graziella Schenetti

REGGIO EMILIA. È una di quelle poche ma fortunate artiste che di cultura vive e lavora e all’ultimo evento mondano al Just Cavalli, che si è svolto nell’atelier milanese dello stilista lo scorso 4...

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REGGIO EMILIA. È una di quelle poche ma fortunate artiste che di cultura vive e lavora e all’ultimo evento mondano al Just Cavalli, che si è svolto nell’atelier milanese dello stilista lo scorso 4 dicembre, le sue opere hanno registrato letteralmente un sold out. Lei è Graziella Schenetti, artista reggiana che molti conosceranno perché scelta dal critico Vittorio Sgarbi per il Padiglione Italia alla Biennale Internazionale d’Arte 2011 di Venezia, nel contesto delle celebrazioni del 150esimo dell’unità, in cui la Schenetti ha rappresentato, insieme ad altri, gli artisti dell’Emilia Romagna.

Ma tornando alla mostra-evento che si è svolta qualche settimana fa nella capitale della moda, la Schenetti del vernissage mondano dice «è stata una grande occasione di ampio respiro internazionale dove ho portato opere legate al tema del bianco, a me caro, e un’esplorazione della natura, dei fiori, della rosa canina. Posso ritenermi felice e soddisfatta perché ho venduto subito tutte le opere in mostra».

Una grande soddisfazione per chi fa arte. «Devo certamente ringraziare i collezionisti, la critica, la stampa e chi crede e ha creduto in me ancora prima che il mio percorso artistico fosse riconosciuto a certi livelli. In questo momento di difficoltà in cui spesso ci si sente lamentare riguardo la crisi della cultura posso ritenermi davvero molto fortunata perché ho realizzato quasi tutti i miei sogni e vivo proprio di cultura».

Dallo stile eclettico, dell’artista reggiana di sicuro emerge il suo amore, la ricerca e la sperimentazione col colore bianco. «Un pigmento latteo, mai autoreferenziale, diafano e tuttavia luminoso pervade le sue opere – dice il critico Marilena Buganza – che, coniugato tramite una continuità tematico-formale e visiva, vuole l’arte quale ponte di passaggio dall’immanente al metafisico, come esperienza di universalità e viaggio dentro l’anima dove il colore-non colore si fa contorno, frame e movimento, costruzione spaziale in una ricongiunzione estetico-cosmica verso l’essenza».

Della Schenetti, che vanta già un curriculum di tutto rispetto e una fama nazionale e la presenza di un catalogo presente nella Libreria ufficiale del MoMa di New York, sentiremo parlare molto presto.

Silvia Parmeggiani

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