Corsa, metafora della vita
A Rio Saliceto va in scena "Maratona di New York” con Giammarini e Lupano
RIO SALICETO. "Maratona di New York” di Edoardo Erba è uno dei testi teatrali contemporanei più rappresentati al mondo. Una sfida fisica (oltre che verbale) per tutti gli attori che l’hanno portata in scena, impegnati a correre per l’intera durata della pièce. Domani alle 20 lo spettacolo va in scena al Teatro Comunale di via Garibaldi, protagonisti Cristian Giammarini e Giorgio Lupano. Due amici, di spalle. Un paio di scarpe da ginnastica. La musica come un'evocazione. E innanzi a loro la proiezione di una New York in bianco e nero. Nostalgica nei suoi grattacieli allungati a sfiorare le nuvole. E subito si scende con gli occhi in un vortice malinconico di immagini in cui le luci della metropoli si trasfigurano in un cielo stellato. Inizia la corsa, nel buio. Una strada di terra battuta, illuminata a malapena, attende Mario e Steve. Mario è fragile, affaticato dai farmaci, di salute, malferma, il sangue pieno di codeina. Mario, il macho, sicuro si sé e determinato gli lancia la prima sfida: "Ce la fai?". I piedi si muovono. Intorno non è bello. Non si vede un accidente. Andranno piano fino al passaggio a livello, come sempre: 55 minuti di puro lirismo ginnico. Da non perdere.
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