Alla camera ardente l’omaggio di amici, artisti e dei molti fan
Salemme e D’Alessio in coda per l’ultimo saluto al maestro De Gregori: «Era geniale». Oggi previsto flash mob a Napoli
ROMA. Una fila silenziosa si raduna composta davanti l’obitorio dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma per portare l’ultimo saluto a Pino Daniele.
«Posso andare dal maestro?» domanda una signora agli agenti che fanno entrare solo tre persone alla volta per non affollare troppo la camera ardente. Il poliziotto le fa cenno col braccio che può passare e la signora, seguita da una suora e da un’infermiera dell’ospedale entra. Si fermano davanti alla bara coperta da un velo di tulle. Sfiorano, una alla volta, la spalla o la fronte del cantautore, si fanno il segno della croce ed escono. La signora di prima si asciuga le lacrime e con un filo di voce dice: «Le sue canzoni hanno significato molto per me, per alcuni momenti importanti della mia vita». Seduti sui banchi, davanti alla salma, ci sono alcuni parenti, il fratello Carmine, la compagna, Amanda Bonini.
La processione di persone, di fan mescolati a qualche personaggio noto, a personale ospedaliero, medici, infermieri, compreso il personale del 118 con le sue divise arancio accesso e righe grigio catarinfrangente, dura dalla tarda mattina fino al pomeriggio, quando la camera ardente chiude. Inizialmente ieri si era diffusa la voce che i familiari negassero l’accesso. E invece non era vero. Il “maestro” era lì ad accogliere fino all’ultimo i suoi fan. «Quando ho saputo della morte di Pino mi sono sentito in dovere di venirgli a portare un ultimo saluto» dice Vincent. «È sempre stato dalla parte della gente più semplice - aggiunge - per me è il numero uno. Sono un compositore e chitarrista, per me è anche un riconoscimento da un punto di vista musicale. Ritengo che Pino Daniele sia il numero uno». Un’infermiera del Sant’Eugenio esce dall’obitorio in lacrime, non riesce nemmeno a parlare, scappa dicendo «è troppo, è troppo». Un ragazzo giovanissimo dice: «Adoro le sue canzoni, non c’è nessuno come lui». Due medici con le mani nelle tasche dei loro camici bianchi in attesa di entrare ricordano momenti della loro vita segnate dalle canzoni di Pino Daniele.
Tra i primi ad arrivare ieri il sassofonista James Senese con cui l’artista stava girando l’Italia con il nuovo tour “Nero a metà”, poi Enzo Gragnaniello e Raf. Dimesso e perfettamente confuso tra la gente c’è anche Vincenzo Salemme. «Era veramente grandissimo. Per tutti, e per i napoletani in particolar modo, è una perdita sconvolgente» dice l’attore e regista lasciando l’obitorio. Più vistoso il passaggio di Gigi D’Alessio che entra facendosi largo nella fila. «Era come un fratello» dice il cantante napoletano. Che ricorda anche l’inizio della loro conoscenza avvenuta con una telefonata inaspettata di Pino Daniele, nel 2008. «In quegli anni c’era una grande rivalità - racconta D’Alessio -, eravamo entrambi sotto contratto con la Bmg e non eravamo amici. Ma un giorno squilla il telefono e tutto cambia. È Pino che mi dice: “Prima cà ci amma appiccicarè, ci vulimme conoscerè?”».
A ricordarlo su Facebook anche un artista che ha significato molto per Pino Daniele: Eric Clapton. «Ci mancherai Pino...» scrive il chiatarrista inglese linkando sul social network un video in cui Pino Daniele suona al “Crossroad guitar festival”, la manifestazione benefica organizzata da Clapton.
Delicatissimi i ricordi di altri due artisti, Teresa De Sio e Francesco De Gregori. «Lo ricorderò sempre come un amico mai frequentato abbastanza, come un artista geniale e rigoroso, come un uomo sempre generoso e innamorato degli altri, del musica e della vita» dice De Gregori che con Pino Daniele ha condiviso un tour insieme anche a Fiorella Mannoia e Ron. «Pino non finisce - dice De Sio -. Le sue canzoni sono ormai dentro i muri delle case, dentro le strade, nella sabbia, nel mare, scolpite nella faccia della gente, non solo dei napoletani. E lì rimarranno per sempre».
E oggi, mentre a Roma si riapre la camera ardente, a Napoli i fan hanno organizzato un flash mob, cui hanno aderito in migliaia, che si svolgerà così: cantando “Napul’è” in piazza del Plebiscito.
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